Piccolo glossario delle
malattie neuromuscolari
Questo glossario delle malattie
neuromuscolari si compone di quasi 400 voci ed è stato curato da
Moreno Bagarello e Stefano Borgato, della Redazione di DM, con la supervisione
di Angela Berardinelli, neuropsichiatra infantile della Fondazione
"Mondino" di Pavia, componente della Commissione Medico-Scientifica
UILDM
A - B - C
- D - E - F - G - H - I - J- L - M - N - O - P - R - S - T - U - V - X - Z
A
Ab ingestis: così sono definite le
infezioni polmonari dovute ad alimenti che "sbagliano strada" e
invadono le vie respiratorie, ciò che si può verificare
in pazienti con problemi di deglutizione.
Abduzione: allontanamento dall'asse mediano del corpo,
ciò che ad esempio avviene quando si sollevano lateralmente gli
arti superiori. In patologia questo termine si usa per esempio anche a
proposito delle "scapole alate" presenti in certi pazienti distrofici.
Acetilcolina: è un "neurotrasmettitore", ovvero
una sostanza chimica che si libera nel muscolo a seguito di un impulso
nervoso, permettendone la contrazione.
Acido lattico: prodotto di trasformazione
dell'acido piruvico, quando l'apporto di ossigeno è
insufficiente. Valori abnormi di acido lattico indicano un'alterazione
dell'attività mitocondriale. Esso può essere prodotto
anche in condizioni di stress intenso (per esempio sforzo fisico molto
intenso) oppure per alcalosi (cioè elevato livello di anidride
carbonica) da iperventilazione.
Acido piruvico: sostanza prodotta dalla glicolisi,
ovvero dal metabolismo del glucosio. La produzione del piruvato dal
composto che lo precede nella via glicolitica è associata alla
produzione di una molecola di ATP, cioè di energia.
Actina: proteina che insieme alla miosina va a
costituire le miofibrille, piccole unità che a loro volta
costituiscono la fibra muscolare. Tali proteine formano ognuna
filamenti microscopici che, scivolando l'uno sull'altro come una scala
che si allunga e si accorcia, permettono la contrazione e il
rilassamento del muscolo.
Adalina: proteina strutturale della membrana muscolare
il cui difetto è causa di una particolare forma di distrofia dei
cingoli.
Adenoassociati: tipo di virus non responsabili di
malattie che, per replicarsi, necessitano di una concomitante infezione
da adenovirus, dei quali costituiscono una sorta di simbionte. Alcuni
adenoassociati modificati con l'ingegneria genetica vengono studiati
come vettori per la terapia genica.
Adenovirus: famiglia di virus responsabili di
patologie non serie come quelle da raffreddamento, alcune congiuntiviti
ecc. Alcuni adenovirus modificati con l'ingegneria genetica vengono
studiati come vettori per la terapia genica.
AgNOR: particolari
proteine all'interno del nucleo delle cellule, nella zona detta NOR,
che hanno un ruolo fondamentale nella regolazione della proliferazione
cellulare.
Alaninaaminotransferasi (ALT):
enzima rappresentato prevalentemente nel fegato i cui valori alterati
possono indicare una malattia epatica. Esso è presente anche in
altri tessuti.
Aldolasi: enzima presente nelle fibre muscolari i cui
valori alterati, nel siero, possono essere indice di malattia muscolare.
ALT vedi Alaninaaminotransferasi.
Aminoacido: molecola organica costituente di base delle
proteine. La sequenza di aminoacidi è caratteristica per ogni
proteina e determina la forma della proteina.
Amniocentesi: prelievo di liquido amniotico
(cioè di quel liquido in cui è immerso il feto
nell'utero), la cui analisi può portare all'individuazione
precoce di anomalie del nascituro. Solitamente si esegue tra la
sedicesima e la diciottesima settimana di gravidanza mediante
un'apposita siringa.
Anabolismo: fase del metabolismo in cui dalle sostanze
introdotte nell'organismo si "costruiscono" complessi di vario tipo.
Anabolizzante: tipo di sostanza che
stimola l'anabolismo, in particolare la costruzione di tessuti.
Anamnesi: raccolta di informazioni relative alle
vicende di salute (storia clinica) di paziente e familiari. L'anamnesi
genetica è l'esame accurato dei rapporti di parentela con
l'ammalato di chi chiede la consulenza genetica (probando),
generazione per generazione, valutando numero di figli, ordine di
nascita, condizioni di salute e così via.
Anginoso, dolore: dolore toracico costrittivo o
gravativo di origine cardiaca.
Anossia: mancanza di ossigenazione.
Anserino: "a mo' di papera". La "marcia anserina"
è il particolare modo di camminare di certi pazienti
neuromuscolari che rivela carenza di forza prossimale negli arti
inferiori, ad esempio nei muscoli dei glutei.
Antiaritmico: farmaco che contrasta le aritmie
cardiache.
Anticipazione: fenomeno per cui i figli di soggetti
affetti da una patologia manifestano la malattia più
precocemente e in forma più grave rispetto ai genitori.
Anticolinesterasici: farmaci che bloccano il naturale
processo di scissione dell'acetilcolina, facilitandone il contatto con
il recettore. Sono impiegati, ad esempio, nel trattamento della
miastenia grave.
Anticorpo: molecola organica che riconosce
specificatamente un'altra molecola detta antigene. Gli anticorpi sono
prodotti da una sottoclasse dei linfociti, detti linfociti B.
Essi sono costituti da una parte fissa e da una parte terminale
flessibile (schematicamente rappresentati come una Y) che si lega
all'antigene. Esistono varie classi di anticorpi che si formano con una
precisa sequenza temporale in risposta allo stimolo antigenico. Il
legame dell'anticorpo all'antigene scatena una serie di reazioni volte
all'eliminazione dell'antigene.
Antigene: sostanza che induce una risposta
immunitaria, divenendo "bersaglio" di anticorpi.
Apoptosi: termine che indica la "morte
cellulare programmata", un meccanismo fisiologico normale nel nostro
sviluppo. Già dalla vita embrionaria, infatti, abbiamo un
eccesso di cellule (per esempio anche neuronali) che vengono poi
eliminate attraverso questo delicato processo fino a raggiungere il
numero "giusto". In patologie come le atrofie muscolari spinali,
invece, l'apoptosi è "sregolata" e vi è una massiva
perdita di motoneuroni.
Aritmia: irregolarità nel ritmo delle pulsazioni
cardiache. Può essere ipocinetica, con un rallentamento
rispetto alla normale frequenza delle pulsazioni, o ipercinetica,
nel qual caso si ha un'accelerazione, pur non costante, della frequenza.
Asintomatico: che non presenta segni evidenti di
malattia.
Asma cardiaco: episodio acuto di intensa dispnea,
dovuto all'improvviso accentuarsi di un'insufficienza cardiaca.
Aspartat oamino transferasi (AST):
enzima presente sia nel fegato sia nelle fibre muscolari i cui valori
alterati possono essere indice di malattia muscolare o epatica.
Assone: fibra nervosa che costituisce il prolungamento
del motoneurone.
AST vedi Aspartato
amino transferasi
Astenia: mancanza di forza, affaticabilità.
Atelettasia: collasso del polmone dovuto a ostruzione
del bronco.
ATP: adenosin-trifosfato (Adenosin-Tri-Phosphate),
sostanza capace di trasportare energia nell'organismo. L'ATP-asi
è l'enzima che scinde l'ATP liberando energia.
Atrofia: mancato sviluppo di organi e tessuti. Con le
espressioni atrofia del muscolo e muscolo atrofico si
definisce il ridotto volume del muscolo.
Autoantigene: così è definito il
"bersaglio" delle risposte autoimmuni. Si tratta cioè di una
molecola che fa normalmente parte dell'organismo e che invece viene
individuata erroneamente come "estranea" dal sistema immunitario. Ad
esempio, nel caso di una tipica patologia autoimmune come la miastenia
grave, l'autoantigene colpito dagli anticorpi è il recettore
dell'acetilcolina.
Autoimmune: detto di patologia in cui l'organismo
produce anticorpi rivolti contro proprie strutture, anziché
contro agenti nocivi esterni.
Autosoma: ciascuno dei cromosomi non sessuali presenti
nel nucleo di una cellula umana.
Autosomale o Autosomico: che concerne un
autosoma.
Autosomico dominante: detto di patologia trasmessa da
un'alterazione del DNA rappresentata in
un solo elemento di una coppia di cromosomi. Da ciò deriva che
è sufficiente che uno dei genitori sia affetto dalla malattia
perché essa possa presentarsi nel 50% della prole. Il rischio di
trasmissione è del 50% ad ogni gravidanza.
Autosomico recessivo: detto di patologia che si esprime
solo quando l'alterazione del DNA
è presente in entrambi gli elementi di una coppia di cromosomi.
E' cioè necessario che vi siano due copie del gene affetto
perché la malattia si manifesti. Da ciò deriva che i due
genitori di un soggetto affetto sono portatori del difetto genetico,
pur non manifestando la malattia. Il rischio di ricorrenza della
malattia stessa, per una coppia che abbia già avuto un figlio
affetto, è del 25% ad ogni gravidanza.
Avitaminosi: termine che indica una patologia in cui vi
è mancanza di una o più vitamine nell'organismo.
Azatioprina: è un farmaco immunosoppressore.
B
Beevoer, segno di: fenomeno riscontrabile in certi
pazienti distrofici per cui l'ombelico si muove in senso cefalico
mentre il paziente porta il capo sul petto in posizione supina, come
conseguenza di un difetto di forza non uniforme dei muscoli addominali .
Beta-agonisti adrenergici: fattori che si legano ai
beta recettori dei vari organi. Tra gli altri effetti promuovono il
trofismo della massa muscolare. Hanno evidenziato, nei modelli animali,
la capacità di indurre una redistribuzione del grasso e dei
substrati energetici, influendo per lo più sulla mobilizzazione
degli acidi grassi e dell'insulina. Inducono tachicardia.
Bioetica: disciplina che studia le implicazioni etiche
delle scienze biomediche.
Biopsia: analisi che comporta il prelievo di tessuti o
cellule da sottoporre a esame microscopico. La biopsia muscolare
è un prelievo a fini diagnostici di un frammento di muscolo
della coscia o del braccio. Il trattamento con diverse sostanze
reagenti e coloranti del tessuto prelevato (esame istologico)
può evidenziare al microscopio particolari alterazioni delle
cellule muscolari e dei loro componenti, dovute a patologie
neuromuscolari.
Brachiale: del braccio.
Broncoaspirazione: aspirazione delle secrezioni
bronchiali.
C
Calpaina: proteina enzimatica la cui alterazione
è responsabile di una forma di distrofia dei cingoli.
Canali ionici: particolari strutture attraverso cui
avviene, a seguito della propagazione dell'impulso nervoso attraverso
la membrana muscolare, uno scambio di ioni fra l'interno e l'esterno
della fibra muscolare. Il passaggio di ioni - di sodio (Na+), di
potassio (K+), di cloro (Cl), di calcio (Ca++) - attraverso canali
specifici, modificando le cariche elettriche da una parte all'altra
della membrana, consente il fenomeno di eccitazione e inibizione della
membrana e conseguentemente la contrazione e il rilassamento muscolare.
In particolare, ad oggi si è riusciti a capire che l'entrata del
sodio nella cellula dà il segnale che innesca la contrazione del
muscolo (potenziale d'azione), mentre l'avvio e il mantenimento del
rilassamento muscolare sembrano assicurati dal movimento degli ioni
potassio e cloro. Le patologie genetiche che comportano anomalie a
queste strutture sono definite malattie dei canali ionici.
Canali ionici, malattie dei: patologie genetiche che
comportano anomalie ai canali ionici muscolari. In base al canale
ionico interessato si distinguono in malattie del canale del cloro
(miotonie congenite di Becker e di Thomsen), del canale del sodio
(paralisi periodica iperkaliemica, paramiotonia congenita di Eulenburg)
e del canale del calcio (paralisi periodiche ipokaliemiche).
Capacità vitale: volume di aria introducibile
effettuando un atto respiratorio al massimo delle capacità.
Cardiomegalia: dilatazione del cuore.
Cardiomiologia: disciplina che studia in particolare
il muscolo cardiaco.
Cardiomiopatia: patologia che interessa prevalentemente
il muscolo cardiaco.
Carnitina: sostanza in parte assunta col cibo, in parte
sintetizzata dall'organismo, che trasporta gli acidi grassi a lunga
catena all'interno dei mitocondri per l'ossidazione. La concentrazione
di carnitina nel sangue è detta carnitinemia.
Carrier: termine inglese che significa portatore.
Catabolismo: trasformazione in energia dei materiali
assimilati dai tessuti. E' una delle fasi del metabolismo.
Caveolae: sorta di piccole cavità, presenti
nella membrana cellulare di diversi tessuti, formate principalmente da
un tipo di proteina chiamato caveolina. La funzione di tali
strutture miscroscopiche - osservabili al microscopio elettronico -
è legata al trasporto attraverso la membrana cellulare di
sostanze necessarie per il metabolismo della cellula.
Caveolina: tipo di proteina che forma le particolari
strutture della membrana cellulare dette caveolae. La
caveolina-3, in particolare, aggregandosi in un complesso di proteine
tutte uguali forma la struttura a rete delle caveolae presenti
nelle fibre muscolari, le quali sembrano avere un ruolo biochimico ed
essere coinvolte nel trasporto di proteine dall'esterno all'interno
delle cellule muscolari e nella produzione di energia. Alterazioni
della caveolina-3 sono state osservate in una forma dominante di
distrofia dei cingoli del bambino e dell'adulto. Il gene responsabile
è situato sul cromosoma 3 ed è denominato CAV3.
Cellulare, terapia: tecnica terapeutica che consiste
nel reintrodurre nell'organismo vere e proprie cellule sane, con un
meccanismo che ricorda quello dei trapianti.
Central Core: così è definita una
rara miopatia congenita, caratterizzata all'esame istochimico del
tessuto muscolare dalla presenza di aree prive di attività
enzimatiche ossidative, al centro delle sezioni trasverse delle fibre
di tipo 1 (a contrazione lenta). Tali aree sono definite in inglese cores
(letteralmente "noccioli") e si producono per alterazioni strutturali.
Vedi anche Minicore.
Ciclosporina: è un farmaco immunosoppressore.
Cifoscoliosi: contemporanea presenza di cifosi e di
scoliosi.
Cifosi: eccessivo incurvamento posteriore della colonna
vertebrale.
Cinesiologia: disciplina scientifica che studia il
movimento e l'attività dei muscoli.
Citochine: particolari proteine - veri e propri
"messaggeri" della comunicazione intercellulare - regolatrici del
sistema immunitario.
Citocromo-C-ossidasi: importante enzima della catena
respiratoria.
Citoplasma: viene così definito l'ambiente
intracellulare.
Citoscheletro: è una rete di filamenti proteici
che costituisce "l'intelaiatura di sostegno" di una cellula, anche
muscolare. Importante nella costituzione del citoscheletro è
un'ampia famiglia di proteine che comprende, oltre al complesso
distrofina-glicoproteine associate, anche l'alfa-actinina, l'actina
citoscheletrica, la vinculina (importante anche nella regolazione della
proliferazione del tessuto connettivo), la talina, le integrine, la
paxillina, e l'utrofina.
CK vedi CPK
Codificare per: azione di un gene che fornisce il
codice, cioè le istruzioni per la fabbricazione di una proteina.
Compliance polmonare: distensibilità dei
polmoni.
Congenito: presente sin dalla nascita.
Consenso informato, dichiarazione di: modulo che devono
sottoscrivere i pazienti (oppure i genitori o i tutori legali in caso
di soggetti minorenni) che si accingano ad esempio a partecipare alle
varie fasi di una sperimentazione di nuove terapie. In tale modulo
vengono spiegati chiaramente i limiti della sperimentazione, i
possibili rischi e i risultati attesi. I pazienti possono essere
sottoposti al trattamento (o all'intervento ecc.) solo se firmano tale
consenso, ma possono comunque interrompere in assoluta libertà e
in ogni momento la loro partecipazione alle sperimentazioni, senza
dover rendere conto della loro decisione e senza che ciò
precluda la possibilità di sottoporsi a qualsiasi altro
trattamento.
Contrazione muscolare: fase del movimento dei muscoli
in cui questi si accorciano. In tale meccanismo, ricevuto un segnale
dal cervello, il nervo (ogni fibra muscolare dispone di una
terminazione nervosa) libera un neurotrasmettitore (l'acetilcolina) a
livello della giunzione neuromuscolare; quest'ultimo si fissa su
recettori muscolari specifici e consente la propagazione dell'impulso
nervoso lungo la membrana muscolare, dando luogo a degli scambi di ioni
fra l'interno e l'esterno della fibra attraverso canali specifici,
ciò che provoca lo scivolamento dei filamenti di actina su
quelli di miosina (microscopiche strutture del muscolo che interagendo
ne permettono la contrazione e il rilassamento).
Conversione miogenica: fenomeno per cui cellule di
altre strutture possono trasformarsi in muscolo. Esso è stato
originariamente osservato nella fase fetale o perinatale, ma si
è anche ottenuto in laboratorio, dove ad esempio cellule di
derma adeguatamente trattate e fatte interagire con cellule muscolari
già formate hanno dato luogo a fibre muscolari perfettamente
formate, capaci di costituire in coltura dei sarcomeri (le strutture
contrattili), di contattare un terminale nervoso per creare una sinapsi
(la giunzione neuromuscolare) e di esprimere tutti i geni propri del
muscolo.
Corazza o polmone a corazza: protesi
ventilatoria costituita da una corazza a forma di conchiglia che si
adatta al torace ed è collegata a uno strumento che provoca una
depressione nel sistema e perciò aiuta il torace a riempirsi
durante l'inspirazione.
Cordarone: farmaco antiaritmico utilizzato anche in
alcune malattie neuromuscolari per fronteggiare appunto le aritmie.
Corpi inclusi: strutture anomale incluse nella
fibrocellula muscolare, visibili al microscopio ottico ed elettronico.
Tali inclusioni sono di vario tipo e spesso ne coesistono di diverse
nello stesso caso. Esse sono poi "aspecifiche", potendosi riscontrare
in diverse miopatie.
Corticosteroidi vedi Steroidi
Cotrel-Dubousset: insieme al Luque, è
uno dei due strumentari chirurgici più usati al mondo per le
scoliosi neuromuscolari. Esso prende il nome dai due specialisti che lo
hanno messo a punto i quali, per primi, si sono proposti la correzione
delle deformità sui tre piani dello spazio (scoliosi,
cifolordosi e rotazione vertebrale).
CPK: Creatinfosfochinasi
(detta anche Creatinchinasi o CK), enzima
presente in modo caratteristico nel muscolo e nel miocardio.
Creatina: aminoacido presente nel tessuto muscolare.
Creatinchinasi e Creatinfosofochinasi vedi
CPK.
Cromosomi: corpuscoli presenti nel nucleo della cellula
(sono 46, ad eccezione che nella cellula uovo e nella cellula
spermatozoo, ove sono 23), dalla struttura filamentosa, disposti in 23
paia e composti da una catena molto lunga di DNA,
oltre che da un rivestimento proteico. Vi hanno sede i geni, che
portano i caratteri ereditari.
Cromosomi X e Y: tra i 46 umani, sono i due cromosomi
coinvolti nella determinazione del sesso. Le femmine hanno nel loro
patrimonio genetico due cromosomi X, i maschi un cromosoma X e uno Y.
Cronico: che si protrae nel tempo.
CXMD: modello animale
canino analogo alla distrofia di Duchenne.
D
Dantrolene: farmaco specifico per la terapia
dell'ipertermia maligna.
Decubito: letteralmente la postura di un paziente sul
letto. Le piaghe da decubito sono lesioni che possono
interessare un paziente costretto a lungo a letto o sulla carrozzina,
dovute alla compressione che subiscono certi punti d'appoggio del
corpo, generalmente dove siano presenti sporgenze ossee ove si
concentra la pressione (regione sacrale, talloni, malleoli, scapole,
nuca, tuberosità ischiatiche ecc.). Si tratta di perdite di
continuità della superficie cutanea (o della mucosa), con
lesioni che possono interessare i tessuti sottostanti (sottocutaneo o
sottomuscoso, muscolare, adiposo, osseo) e che si presentano come
ulcerazioni o piaghe. Va ricordata anche la possibilità di
localizzazioni al dorso del naso in soggetti che utilizzano mascherine
per la ventilazione nasale e le ulcerazioni della mucosa tracheale in
portatori di cannula tracheostomica.
Deflazacort: farmaco steroide utilizzato per
esempio nella terapia della Duchenne.
Deidrogenasi: famiglia di enzimi cui appartengono la
latticodeidrogenasi (vedi) e la piruvicodeidrogenasi (vedi).
Delezione: alterazione consistente nella mancanza di
una parte di gene.
Deplezione: riduzione della presenza di un componente
dell'organismo.
Derma: particolare strato della cute.
Desaturazione: riduzione della percentuale di ossigeno
legata all'emoglobina.
Diaframma: muscolo che separa torace e addome.
Diagnosi istologica vedi Istologia.
Diplopia: difetto della visione che comporta una
percezione dell'immagine doppia. Può essere associata ad
un'astenia dei muscoli degli occhi.
Disfagia: difficoltà a deglutire.
Disferlina: proteina legata alla formazione della
membrana muscolare la cui alterazione è implicata nella miopatia
di Miyoshi.
Dispnea: difficoltà soggettiva avvertita nello
svolgimento della funzione respiratoria. Può essere di origine
sia respiratoria che cardiaca, ma anche conseguente ad anemie o anche
legata a stati d'ansia.
Distale: distante dall'asse mediano del corpo
(polpacci, piedi, avambracci). Il contrario di distale è prossimale.
Distrofia muscolare: alterazione del tessuto muscolare
che ne comporta la degenerazione della struttura e delle normali
attività.
Distrofina: proteina delle fibre muscolari il cui
difetto o alterazione è causa di un gruppo di patologie chiamate
distrofinopatie (le forme più comuni sono la
distrofia di Duchenne e quella di Becker). La distrofina sembra avere
una funzione soprattutto di tipo meccanico a livello della membrana
sarcolemmale.
DNA: 'acido
desossiribonucleico (Desoxyribo Nucleic Acid), macromolecola
organica che contiene tutte le informazioni genetiche.
DNA nudo: DNA somministrato in una semplice soluzione
salina senza l'utilizzo di vettori. Si tratta di una specifica tecnica
di terapia genica allo studio.
Doppio cieco: espressione che indica un procedimento
che si attua nelle sperimentazioni di un trattamento terapeutico
sull'uomo, in particolare nei trial di fase III. In esso né i
pazienti né i medici che somministrano il trattamento sanno se
il soggetto riceva il farmaco oggetto della sperimentazione oppure un placebo,
cioè una sostanza inattiva utilizzata in parte dei pazienti come
confronto. Tale procedimento ha lo scopo di limitare al massimo il peso
dei fattori psicologici nella valutazione dell'efficacia del
trattamento.
Doppler, Eco-color: esame elettrocardiografico
che si distingue per le immagini colorate in funzione della direzione
dei flussi ematici e perché permette misurazioni della pressione
e della velocità del sangue in ogni singola parte del cuore.
Duplicazione: alterazione di un tratto di DNA in un gene costituita dalla presenza di
parti in eccedenza.
E
Edema: gonfiore (causato per esempio da ritenzione
idrica).
Elettrocardiogramma Holter: elettrocardiogramma
eseguito per ventiquattro e quarantotto ore mediante un registratore
portatile applicato al torace del paziente.
Elettromiografia (EMG):
tecnica che, valendosi di elettrodi applicati al muscolo interessato,
serve a evidenziare e a registrare l'attività elettrica del
muscolo volontario, le cui alterazioni possono essere indice di
malattia neuromuscolare.
Elettromiogramma: grafico in cui sono evidenziati i
valori dell'attività elettrica del muscolo, registrati durante
l'esame elettromiografico.
Ematossilina-Eosina: colorazione artificiale dei
tessuti che permette di analizzare la morfologia delle fibre muscolari.
Embolo: coagulo che è presente in circolo e che
può provocare ostruzioni.
Emerina: proteina il cui deficit è responsabile
della distrofia di Emery-Dreifuss.
EMG vedi Elettromiografia.
Emogasanalisi: analisi dei gas del sangue.
Emoglobina: molecola presente nei globuli rossi che
serve al trasporto di ossigeno.
Endocrino: detto delle ghiandole che riversano i loro
secreti nel sangue.
Endocrinologia: disciplina che studia il funzionamento
delle ghiandole endocrine, cioè quelle che liberano ormoni nel
sangue, e le loro secrezioni.
Endogeno: che ha origine all'interno di un organismo.
Enzima: proteina dal ruolo fondamentale nelle reazioni
chimiche dell'organismo, in particolare nel regolarne la
velocità.
Epidemiologia: disciplina che studia l'origine e le
modalità di propagazione e di diffusione delle patologie.
Epidermide: lo strato più esterno della cute.
Esauribilità: fenomeno per cui la contrazione
muscolare risulta tanto più debole, quanto più essa viene
ripetuta.
Escara: crosta di tessuto necrotico che si forma sulla
pelle sopra una lesione.
Esoftalmo: sporgenza dei bulbi oculari.
Esone: tratto di DNA di
un gene trascritto (vedi Trascrizione).
Espansione: fenomeno per cui una tripletta (un insieme
di tre basi, i mattoni del DNA) si ripete
in modo abnorme, molto al di là dei limiti normali, minando dei
geni che codificano ad esempio per una proteina e dando luogo
così a una patologia. Un esempio di patologia genetica dovuta ad
anomala espansione di triplette è la distrofia miotonica, in cui
a risultare alterato è il gene che codifica per la proteina
detta miotonina.
Eterogeneità genetica: fenomeno per cui
mutazioni in geni diversi possono dar luogo alla stessa malattia.
Eterozigote: che porta il "carattere malattia" solo in
uno dei due cromosomi ereditati dai genitori.
Eucariota: organismo con cellule dal nucleo rivestito
di membrana e con cromosomi racchiusi all'interno di questa (cfr. Procariota).
Ex vivo: detto di approccio
terapeutico, in particolare di terapia genica, in cui si prelevano
cellule del paziente, le si cresce e le si tratta in laboratorio - dove
è più facile trasferirvi il gene terapeutico - per poi
reinserirle nell'organismo, evitando così la risposta immune
poiché esse appartengono al soggetto stesso. Si tratta di una
tecnica che funziona bene con le cellule del sangue - che sono
disponibili con un semplice prelievo e reinseribili con un'iniezione
endovena - mentre è problematica in altri tessuti come il
fegato, il muscolo scheletrico o il sistema nervoso.
Eziologia: termine che indica sia lo studio delle cause
di una patologia, sia le cause stesse.
F
Facies: volto. In alcune patologie
l'interessamento dei muscoli facciali o anomalie scheletriche danno
luogo a una facies particolare.
Fascicolazione: attivazione irregolare e aritmica di
fibre muscolari appartenenti ad una stessa unità motoria. Essa
è avvertita come guizzo o breve contrazione di una piccola parte
del muscolo (la cosiddetta "carne che balla"). Si manifesta anche in
forma di guizzi brevi e aritmici visibili sotto la pelle. Può
essere sintomo di malattia neuromuscolare, ma anche presentarsi in
condizioni parafisiologiche, come la stanchezza.
Fegato da stasi: ingrandimento del fegato per aumento
del contenuto ematico, conseguente all'insufficiente capacità
del cuore di aspirare sangue dalla periferia, e in particolare dal
fegato, che è l'organo più vicino al cuore. Il fegato da
stasi acuto è anche dolente.
Fenotipo: l'insieme delle caratteristiche fisiche di un
individuo, effetto di fattori genetici e ambientali.
Fibre muscolari: fasci di cellule capaci di contrarsi
che formano il muscolo. Ogni muscolo è costituito da vari tipi
di fibre muscolari, suddivisibili in due gruppi fondamentali: a
contrazione rapida (o di tipo 1), che consentono ad esempio
lo scatto, e a contrazione lenta (o di tipo 2), che
permettono atti come lo stare in piedi.
Fibrillazione: contrazione di singole fibre muscolari
denervate. Essa non è visibile né percepibile
soggettivamente.
Fibrosi: sostituzione del muscolo in necrosi con
tessuto connettivo duro.
Fisiopatologia: disciplina che studia le alterazioni
dell'organismo prodotte da una patologia.
Fisioterapia: detta anche terapia fisica, è una
pratica riabilitativa che si avvale di particolari esercizi e massaggi,
nonché di altri mezzi fisici come il calore e il freddo, gli
ultrasuoni, la corrente elettrica, l'acqua (idroterapia) ecc.
Flogosi: infiammazione.
Fluorodesossiglucosio: sostanza utilizzata dal cervello
come indicatore nella tecnica neuroradiologica PET.
Follow-up: controllo del paziente esteso nel
tempo.
Foot-drop: termine inglese che significa "piede
cadente".
Fosfocreatina: composto donatore di energia essenziale
per la normale attività muscolare.
Fosfofruttochinasi: enzima utilizzato nel metabolismo
del glucosio il cui deficit causa una particolare miopatia.
Frogbreathing: respirazione glossofaringea.
G
Gene: tratto di DNA che
contiene una particolare informazione genetica.
Genica, terapia: disciplina biomedica che studia la
possibilità di trasferire, a scopo terapeutico, una copia sana
dei geni malati all'interno delle cellule dei pazienti affetti da
malattie genetiche. Il principio è dunque quello di usare il DNA come un farmaco ed esso può
teoricamente essere utilizzato anche per altre affezioni non genetiche,
ad esempio per certe infezioni in cui il DNA
somministrato potrebbe appaiarsi a quello virale, inattivandolo. Ma
generalmente quando si parla di terapia genica si intende la
somministrazione di DNA in grado di
produrre una proteina (spesso l'informazione genetica contenuta in un
gene serve a questo scopo) che ne sostituisca una mancante o difettosa
in una patologia genetica. Il DNA da
somministrare, però, potrebbe anche servire a produrre altre
proteine non assenti né alterate, ma in grado di giovare in
altro modo (ad esempio potenziando il sistema immunitario contro i
tumori). Sono oggi allo studio varie tecniche di terapia genica:
tramite DNA nudo, tramite vettori
virali, vettori non virali ecc.
Genico, prodotto: ciò che un determinato gene fa
produrre all'organismo (ad esempio una proteina).
Genoma: corredo genetico di un organismo contenuto nei
cromosomi. Il Progetto Genoma è un'iniziativa
internazionale finalizzata all'identificazione di tutti i geni
dell'uomo, che sono circa settantamila.
Genotipo: l'insieme dei caratteri genetici ereditari
di un individuo.
Glicogeno: forma nella quale si accumula il glucosio.
Glicogenolisi: via metabolica che consente la
degradazione del glicogeno.
Glicolisi: serie di reazioni biochimiche che partendo
dall'utilizzo del glucosio portano alla formazione di energia. In
questa via metabolica non si utilizza l'ossigeno.
Glicoproteina: proteina congiunta a glicidi.
Glossofaringea, respirazione: tecnica che il
fisioterapista insegna al paziente perché introduca aria con un
meccanismo alternativo a quello usuale e simile alla deglutizione,
utilizzando la lingua e i muscoli faringei. E' un modo di respirare che
ricorda quello delle rane, motivo per cui tale tecnica viene definita
in inglese frogbreathing, da frog, rana, e breathing,
respirazione.
Glutammato: aminoacido che funge da neurotrasmettitore
nel cervello. Un eccesso di glutammato nell'organismo sembra avere
effetti neurotossici.
Gowers, manovra di: azione, detta anche "di
arrampicamento", compiuta per alzarsi da terra usando in modo
particolare l'appoggio delle mani. Osservata nei bambini, può
essere un segno caratteristico di certe forme di distrofia muscolare.
Granulazione: proliferazione di tessuto che si
può formare per riparare una ferita, ma che può anche, ad
esempio, restringere l'apertura prodotta dall'intervento di
tracheostomia se questa non viene ben medicata.
H
Helper, virus: tipo di virus indispensabile nel
processo di preparazione di altri virus "ingegnerizzati".
Herpesvirus: tipo di virus che ha una grande
specificità per il tessuto nervoso. Alcuni herpesvirus
modificati con l'ingegneria genetica vengono studiati come vettori
nella terapia genica delle patologie dei nervi.
Home care: assistenza domiciliare.
I
Iatrogeno: danno funzionale e simile, che deriva da
una terapia medica impropria o eccessiva: allergia, lesione
iatrogena. Condizione avversa risultante da un intervento medico o
chirurgico o farmacologico. Un esempio di pertinenza neurologica
è la Sindrome Maligna da Neurolettici, che costituisce la
più grave fra le reazioni avverse alla terapia neurolettica.
È caratterizzata da rigidità muscolare, febbre e segni di
grave compromissione del sistema nervoso vegetativo. Ha un'incidenza
dello 0,2% fra i pazienti che assumono neurolettici; è letale in
circa il 10% dei casi.
Idiopatico: non derivante da cause note.
Immunitario, sistema: sistema di difesa dell'organismo
per cui agenti nocivi provenienti dall'esterno (come i virus, i batteri
ecc.) vengono intercettati e contrastati da altri elementi
dell'organismo stesso deputati a questo scopo, come i linfociti.
Immunoblot: metodo immunochimico che permette la
separazione di proteine, il loro trasferimento su un supporto adeguato
e la colorazione mediante l'anticorpo specifico.
Immunoistochimico: detto di trattamento cui vengono
sottoposti i campioni di tessuto, mediante particolari anticorpi, per
evidenziare, all'esame microscopico, particolari antigeni (ad esempio
particolari proteine).
Immunosoppressori: agenti che sopprimono o riducono,
le reazioni immunologiche specifiche dell'organismo contro un antigene,
bloccando il sistema di difesa immunitaria dell'organismo stesso.
Inattivazione del cromosoma X: fenomeno che avviene
nella fase precoce dello sviluppo embrionario di soggetti femminili,
per cui ciascuna delle cellule inattiva casualmente o il cromosoma X di
origine paterna o quello di origine materna, così da avere alla
fine circa il 50% delle cellule con l'uno, e l'altro 50% con l'altro
cromosoma. Va ricordato infatti che le femmine hanno nel patrimonio
genetico contenuto nelle loro cellule due cromosomi sessuali X,
ereditati ognuno da uno dei due genitori, mentre i maschi hanno un
cromosoma X ereditato dalla madre e uno Y ereditato dal padre. In rare
donne si ha un'inattivazione sbilanciata, la quale cioè
interessa quasi totalmente solo uno dei due cromosomi: ciò non
ha conseguenze in un soggetto normale con entrambi i cromosomi sani; se
invece la donna è ad esempio portatrice della distrofia di Duchenne
e ha dunque il gene per la distrofina mutato in uno dei due cromosomi
X, qualora si inattivi il cromosoma sano, allora essa avrà segni
clinici di miopatia. Generalmente, però, l'inattivazione
è bilanciata e nella maggior parte delle portatrici di distrofia
di Duchenne la percentuale di cromosomi X sani attivi è
sufficiente a garantire che rimangano asintomatiche (a parte talora una
modesta alterazione della CPK e una lieve
ipertrofia dei polpacci).
In-Exufflator: strumento per l'inspirazione e
l'espirazione meccanica, che può aiutare i pazienti
neuromuscolari nella mobilizzazione ed espettorazione delle secrezioni
bronchiali.
Inotropo: detto di farmaco che ha effetti sulla
contrattilità del muscolo, in particolare di quello cardiaco.
Insulina: ormone secreto dal pancreas che ha un ruolo
fondamentale nei meccanismi che garantiscono una giusta quantità
di glucosio nel sangue e nei tessuti.
Invasivo: in ambito di tecniche mediche, ciò che
comporta l'introduzione nel corpo - attraverso la cute o gli orifizi -
di strumenti o elementi estranei. Con riferimento ai problemi
respiratori dei pazienti neuromuscolari, la ventilazione per via
non invasiva è quella che si pratica con il ventilatore per
via nasale o buccale tramite mascherina o boccaglio, mentre la ventilazione
per via invasiva si attua per via tracheostomica.
In vitro: che ha luogo esternamente ad un
organismo, ad esempio nelle colture di cellule in laboratorio.
In vivo: che ha luogo direttamente
nell'organismo. Così viene anche definito un approccio
terapeutico in cui il trattamento viene somministrato direttamente al
soggetto. Ad esempio, in certe tecniche di terapia genica allo studio,
si ipotizza di introdurre il gene terapeutico nell'organismo come se
fosse un farmaco, iniettandolo in circolo o sotto la cute. L'approccio
contrario è quello ex vivo.
Ione: particella carica elettricamente.
Ipercapnia: eccesso di anidride carbonica nel sangue.
Ipercipikappemia: termine che indica il riscontro di
valori elevati di CPK nel sangue.
Iperglicemia: eccesso di glucosio nel sangue.
Iperinsufflazione: pratica fisioterapica attuata per
mezzo del ventilatore, soprattutto allo scopo di mantenere una buona
insufflazione del polmone, impedendo il collasso alveolare, le
atelettasie, e altre complicanze.
Iperkaliemia: aumento del tasso di potassio nel
sangue. Si verifica ad esempio in certe paralisi periodiche dette
appunto iperkaliemiche.
Iperlordosi: accentuazione della normale curvatura
della colonna vertebrale lombare. Rivela una carenza di forza
prossimale agli arti inferiori e della muscolatura addominale.
Ipertermia maligna: complicanza dell'anestesia
generale - rara, ma grave e potenzialmente fatale - che interviene in
soggetti con un'anomalia genetica a carico delle fibre muscolari
striate, quando questi siano esposti, durante l'anestesia, a farmaci
particolari, detti scatenanti o trigger; questi ultimi
comprendono i vapori alogenati (fluotano, etrano, isofluorano) e i
miorilassanti depolarizzanti (succinilcolina), ma teoricamente la
complicanza può verificarsi con molti altri farmaci nei soggetti
predisposti. L'affezione si manifesta con un quadro clinico
caratterizzato da molti sintomi e segni che coinvolgono diversi organi
e apparati: nella muscolatura, contratture e alterazioni delle
fibre con fuoriuscita nel sangue di enzimi e proteine muscolari (ad
esempio CPK e mioglobina) e sali come il potassio; nel sistema
cardiocircolatorio, instabilità della pressione e
alterazioni del ritmo cardiaco; per quanto riguarda la respirazione,
aumento e irregolarità degli atti respiratori, con caduta della
quantità di ossigeno che il sangue trasporta ai tessuti e
aumento dell'anidride carbonica espirata; infine, alterazioni del metabolismo
con aumento ingravescente e inarrestabile della temperatura (da cui il
nome di ipertermia), acidificazione del sangue e altri problemi ancora.
Insomma, un quadro di grave sconvolgimento metabolico, che può
risultare mortale se non trattato con un farmaco specifico, il dantrolene,
in grado di stroncare la crisi.
Ipertricosi: crescita eccessiva di peli.
Ipertrofia: aumento di volume di organi e tessuti. Si
definisce ipertrofia muscolare o muscolo ipertrofico uno sviluppo
abnorme della dimensione del muscolo.
Ipokaliemia: diminuzione del tasso di potassio nel
sangue. Si verifica ad esempio nella malattia di Westphall, una
paralisi periodica ipokaliemica familiare.
Ipoplasia: sviluppo insufficiente, ad esempio di un
organo.
Ipossia: riduzione dell'ossigenazione.
Ipossiemia: riduzione dell'ossigenazione del sangue.
Ipostenia: riduzione della forza.
Ipotrofia: termine che designa lo scarso sviluppo di un
organo o di parte del corpo, ad esempio di un muscolo (ipotrofia
muscolare).
Ipoventilazione: fenomeno per cui risulta ridotta la
ventilazione.
Ischemia: termine che definisce la carenza di apporto
sanguigno in un organo.
Ischiatico: è un particolare osso del cinto
pelvico.
Isola: nome di uno strumentario chirurgico per il
trattamento della scoliosi neuromuscolare.
Istochimico: detto del trattamento cui vengono
sottoposti i campioni di tessuto, per evidenziare, all'esame
microscopico, particolari componenti chimici e strutturali.
Istoenzimatico: detto del trattamento cui vengono
sottoposti i campioni di tessuto, per evidenziare, all'esame
microscopico, l'attività di particolari enzimi.
Istologia: scienza che studia i tessuti organici e i
loro componenti, per riconoscerne l'aspetto normale e le alterazioni
dovute alle diverse patologie. La diagnosi istologica è fatta
tramite l'osservazione dei campioni di tessuti prelevati (ad esempio
mediante biopsia) e opportunamente trattati.
J
Jitter: termine inglese che designa l'analisi
elettromiografica della singola fibra muscolare.
L
Latticodeidrogenasi (LDH):
enzima presente in varie cellule, tra le quali le fibre muscolari, i
cui valori alterati, nel siero, possono essere indice di malattia
muscolare.
LDH vedi Latticodeidrogenasi
Linfocita: cellula del sangue (è un tipo di
globulo bianco) coinvolta nei meccanismi di difesa dell'organismo. Ne
esistono di due tipi: i linfociti B che producono anticorpi che
riconoscono particolari componenti (antigeni) degli aggressori esterni
da distruggere (ad esempio i batteri); i linfociti T, la
maggioranza, i quali aggrediscono direttamente gli elementi
estranei che vi penetrano. I linfociti T costituiscono un vero e
proprio "esercito" di aggressori, che attacca, oltre agli agenti
nocivi, anche quanto viene trapiantato a scopo terapeutico, ciò
che costituisce uno dei problemi nei trapianti e nella stessa terapia
genica.
Lipidi: gruppo di sostanze grasse dell'organismo.
Liposomi: vettori sintetici basati sui lipidi. Si
tratta di complessi di tipo lipidico studiati nella terapia genica per
veicolare il DNA terapeutico verso il
tessuto prescelto.
Lipotimia: obnubilamento della coscienza accompagnato
da vertigini, nausea e pallore cereo, di durata raramente superiore a
tre-quattro secondi. Alcuni intendono "lipotimia" come sinonimo di
"sincope", ma è bene tenere distinti i due termini perchè
la "sincope" presenta maggiore durata, perdita di coscienza e
abolizione del tono muscolare.
Lisosomi: particolari strutture che si trovano in molte
cellule - anche in quelle muscolari - le quali contengono enzimi
idrolitici (che servono alla scissione di sostanze per mezzo
dell'acqua) che hanno un ruolo nella digestione di elementi da parte
della cellula.
Locus: punto del cromosoma in cui risiede un
gene.
Lordosi: curvatura anteriore fisiologica nella parte
lombare della colonna vertebrale.
Luque: tipo di strumentario chirurgico per il
trattamento delle scoliosi neuromuscolari, che prende il nome dal suo
inventore, al quale si deve il principio della strumentazione spinale
segmentaria, cioè della fissazione di ogni singola vertebra e
non solo delle due estreme della scoliosi. Il Luque e il
Cotrel-Dubousset sono gli strumentari più usati al mondo e sono
i capostipiti di una lunga serie di altri apparati messi a punto in
seguito, ma ispirati agli stessi principi.
M
Macroglossia: presenza di lingua di dimensioni
superiori alla norma.
Malattie rare: patologie che interessano poche
centinaia, talora poche decine, di persone nel mondo e pertanto sono
poco studiate.
Maltasi acida: enzima lisosomiale (cfr. Lisosomi)
il cui deficit causa la glicogenosi di tipo II, malattia genetica
caratterizzata da anomalo accumulo di glicogeno nei muscoli.
Marcatori molecolari: sequenze di DNA che vengono ereditate insieme al gene
responsabile della malattia.
Matrice extracellulare: l'ambiente esterno della
cellula.
MCT: olio con grassi a
corta catena il cui utilizzo nella dieta è indicato in alcune
malattie metaboliche da accumulo da lipidi, ad esempio in quelle dovute
a deficit di carnitina.
Mdx, topo: così viene definito il modello
animale analogo alla distrofia di Duchenne.
Membrana cellulare: struttura che circonda la cellula
come una sorta di pelle e ha la funzione di regolare accuratamente
ciò che vi entra e che ne esce. Le membrane delle cellule
muscolari sono costituite da un doppio strato di molecole lipidiche nel
quale sono "imbrigliate" proteine e glicoproteine. Queste molecole
hanno varie funzioni, inclusa quella di servire come canali che
permettono il passaggio di molecole come il sodio, il potassio e il
calcio.
Merosina: proteina strutturale localizzata sulla
membrana basale della fibra muscolare il cui difetto è causa di
una particolare forma di distrofia muscolare congenita.
Metabolismo: l'insieme dei processi chimici e fisici
dell'organismo.
Mialgia: dolore al muscolo.
Mielina: guaina che avvolge le fibre nervose.
Minicore: rara miopatia congenita (detta anche Multicore),
in cui, all'esame istologico del tessuto muscolare, si riscontrano aree
piccole e multifocali di degenerazione, i cores appunto (vedi
anche Central Core), nelle fibre muscolari di tipo 1 e
2, in genere per la lunghezza di pochi sarcomeri.
Minigene: gene "accorciato" con tecniche di ingegneria
genetica, in modo da riuscire a inserirlo in un vettore per la terapia
genica, mantenendone un segmento capace di funzionare in maniera tale
da dare comunque una proteina funzionante, anche solo parzialmente. La
messa a punto del minigene è studiata in particolare per il gene
della distrofina che è di dimensioni molto grandi.
Minitracheostomia: intervento alla trachea che
consente l'aspirazione e la ventilazione con una cannula
scuffiata di piccolissimo diametro e che, in determinate condizioni,
può essere indicato come soluzione transitoria di compromesso
tra una ventilazione nasale non più sufficiente e un intervento
molto aggressivo come la tracheostomia.
Mioblasti: altro nome delle cosiddette cellule
satelliti localizzate intono alla fibra muscolare e deputate
all'accrescimento e alla riparazione del muscolo. Il trapianto di
mioblasti è un procedimento, sperimentato soprattutto negli
Stati Uniti, in cui tali cellule muscolari vengono reperite da donatori
tramite biopsie, per trapiantarle nel soggetto distrofico. Il
trattamento si è rivelato però problematico, per la
difficoltà di ottenere un numero rilevante di queste cellule e a
far sì che esse crescano e si espandano in modo utile a riparare
il danno muscolare nel paziente.
Miocardio: muscolo cardiaco.
Mioclonia: breve contrazione involontaria brusca,
rapida e aritmica di una porzione di muscolo, di un intero muscolo o di
gruppi muscolari. Mioclonie fisiologiche possono comparire all'atto
dell'addormentamento.
Miofibrilla: ognuna delle unità contrattili
formate da filamenti sottili che costituiscono la fibra muscolare.
Miofosforilasi: enzima utilizzato nel metabolismo del
glucosio il cui deficit causa una particolare miopatia.
Miogeno: che ha origine nel tessuto muscolare. E' detta
atrofia miogena la mancanza di volume del muscolo dovuta
al danneggiamento delle fibre muscolari.
Mioglobina: emoproteina che regola il trasporto di
ossigeno all'interno delle fibre muscolari. I suoi valori alterati nel
siero - generalmente associati all'aumento delle CPK - sono indice di
sofferenza muscolare. La concentrazione di mioglobina nel sangue
è detta mioglobinemia.
Miometro: uno degli strumenti utili a misurare la forza
muscolare.
Miopatia: termine che definisce una patologia del
muscolo.
Miosina vedi Actina.
Miotonia: difficoltà del rilassamento muscolare
dopo una contrazione.
Miotonina-protein-chinasi: proteina alterata nella
distrofia miotonica, il cui ruolo nella patologia non è ancora
chiaro.
Mitocondri: organelli presenti nelle cellule dove
avvengono le reazioni chimiche di respirazione cellulare e di
produzione dell'energia. Possiedono DNA
proprio che ha struttura circolare e in ogni cellula ne sono presenti
più copie.
Mosaico: viene così definito l'aspetto della
biopsia muscolare delle portatrici di distrofia di Duchenne,
caratterizzata dalla coesistenza di fibre distrofino-positive e
distrofino-negative.
Moth-eaten: mangiato dalle tarme, tarmato; che
indica l'aspetto che talora presentano, all'esame della biopsia, certe
fibre muscolari malate.
Motoneurone: neurone che va a innervare la fibra
muscolare.
mRNA vedi RNA
Multicore vedi Minicore
Multisistemico: detto di patologia che colpisce
più apparati.
Mutazione genetica: alterazione rispetto alle
condizioni normali che si accerta in un segmento del DNA che sia parte di un gene.
Mutazione patogena: mutazione causa di una patologia.
Mutazione puntiforme: mutazione in un gene consistente
in un'alterazione di una o due basi al massimo.
N
NAIP: Neuronal
Apoptosis Inhibitory Protein, nome di uno dei geni (un altro
è l'SMN) situati sul braccio lungo del cromosoma 5, nella
regione interessata nella genesi dell'atrofia muscolare spinale. Il
prodotto di questo gene è una proteina che inibisce l'apoptosi
neuronale.
Necrosi: morte cellulare.
Neurogeno: che ha origine dal sistema nervoso. E' detta
atrofia neurogena la mancanza di volume del muscolo dovuta
al danneggiamento del motoneurone, della radice oppure anche del nervo.
Neuromuscolare: che riguarda gli alfa-motoneuroni del
midollo spinale, i nervi, i muscoli e il punto di giunzione tra nervo e
muscolo. Sotto la definizione di patologia neuromuscolare si
comprendono sia le malattie del muscolo in cui sono direttamente
interessate le fibre muscolari, sia le affezioni dei nervi (o di altri
apparati) che influiscono nocivamente sul muscolo, causandone l'atrofia
o altre alterazioni.
Neurone: cellula nervosa.
Neuropatia: patologia dei nervi.
Neurotrasmettitore: molecola che permette il
trasferimento di segnali tra le cellule.
NOR: Regione
dell'Organizzatore Nucleolare. Si tratta di una specifica zona
all'interno del nucleo di ogni cellula - localizzata a livello del
nucleolo, cioè la sede del DNA -
in cui ha sede un gruppo particolare di proteine (dette AgNOR vedi), non appartenenti al DNA, che hanno un ruolo fondamentale nella
regolazione della proliferazione cellulare.
Normalizzazione biochimica: fenomeno che si osserva nel
muscolo delle portatrici di distrofia di Duchenne. Esso consiste nella
diffusione di distrofina da una zona del muscolo in cui la proteina
è presente ad una in cui originariamente essa era assente.
Conseguenza di questo fenomeno è il fatto che il muscolo tende
ad avere progressivamente più distrofina, ciò che spiega
perché in una portatrice sana vi siano molte più fibre
muscolari con la distrofina che senza, anche se - per il fenomeno
dell'inattivazione del cromosoma X - circa metà delle cellule
muscolari hanno attivo, dei due presenti, solo il cromosoma X che porta
il gene per la distrofina alterato.
Normalizzazione genetica: fenomeno che si osserva nel
muscolo delle portatrici manifeste - cioè con segni clinici di
malattia muscolare - di distrofia di Duchenne. In esse infatti, per il
fenomeno dell'inattivazione sbilanciata del cromosoma X, il numero di
fibre senza distrofina è superiore a quello delle fibre con la
proteina. Qui la distrofina risulta troppo scarsa per ripopolare le
zone deficitarie attraverso il processo della normalizzazione
biochimica; si può osservare però la cosiddetta
normalizzazione genetica. Si tratta di un meccanismo per cui le zone
senza distrofina tendono a degenerare in modo da attivare le cellule
satelliti del muscolo deputate alla rigenerazione: poiché anche
queste ultime possono avere o no la distrofina, nel primo caso
produrranno una membrana muscolare stabile, nel secondo una membrana
destinata a nuovi cicli di degenerazione-rigenerazione, con la tendenza
dunque, nel tempo, ad avere sempre più fibre muscolari con la
proteina.
Nucleotide: sorta di "mattone" che costituisce la
molecola di DNA.
O
Oil Red O: tipo di colorazione istochimica che
permette di evidenziare i lipidi.
Oligonucleotide: composto formato da pochi nucleotidi.
Omozigote: che porta entrambi i cromosomi dei genitori
con lo stesso carattere (ad esempio un carattere "malattia").
Orfano, farmaco: prodotto farmaceutico non presente
sul mercato per il suo scarso rendimento economico, per lo più
perché utile per le cosiddette malattie rare, patologie dalla
casistica molto bassa.
Ortesi: apparecchio che si applica al corpo a fini
correttivi.
Ossidazione: via metabolica che si svolge nei
mitocondri e che conduce alla formazione di energia utilizzando
l'ossigeno.
Ossiemoglobina: composto di emoglobina e ossigeno che
si forma nei processi respiratori.
Ostruttivo, deficit: deficit respiratorio dovuto
all'ostruzione delle vie aeree. Può verificarsi per ristagno
delle secrezioni a causa di una meccanismo della tosse alterato o di
processi infiammatori, oppure per alterazioni compressive delle vie
aeree (alterazioni del rachide e della cassa toracica) che riducono la
trazione elastica esercitata sulle vie respiratorie nell'inspirazione,
per cui esse tendono a restringersi.
Oxandrolone: anabolizzante sperimentato per il
trattamento delle distrofinopatie. Recenti studi non hanno dimostrato
la sua efficacia nel trattamento di queste malattie.
P
Pace-maker: piccolo strumento inserito appena
sotto la pelle del petto, che assicura un battito cardiaco regolare.
Pachigiria: riduzione dei solchi cerebrali.
Parenterale: somministrato non attraverso il tubo
digerente, ma ad esempio per via intramuscolare o endovenosa.
L'alimentazione artificiale attuata con tale sistema viene detta alimentazione
parenterale.
PAS: acido
periodico-reattivo di Schiff, colorazione istochimica che permette di
evidenziare il glicogeno nei tessuti.
Patogenesi: la catena di eventi che producono una
malattia in un organismo, ovvero i vari passaggi che dal difetto
molecolare portano alla manifestazione visibile della malattia stessa.
Patogeno: che causa una patologia.
PAV: Ventilazione
Proporzionalmente Assistita; indica un apparecchio ventilatorio che si
sta cercando di mettere a punto in modo che sia in grado di percepire
l'atto respiratorio del paziente e adattarvi di volta in volta il
proprio lavoro, affaticando così meno i muscoli respiratori.
PCR: Polymerase Chain
Reaction, procedimento chimico che serve ad analizzare il DNA.
PEG: sondino epigastrico.
Pelvico: che riguarda le pelvi, ovvero la parte
inferiore del tronco, il bacino.
Penetranza completa: espressione che indica che la
manifestazione clinica della malattia è in tutti i soggetti che
presentano il difetto genetico.
Penetranza incompleta: è il fenomeno contrario
della penetranza completa, per il quale, pur in presenza di difetto
genetico, la malattia non ha evidenza clinica, oppure si riscontra in
età molto avanzata.
Periferici, nervi: nervi che si diramano dal sistema
nervoso centrale (cioè dal cervello e dal midollo spinale),
portando segnali al resto del corpo (organi, ghiandole, muscoli, pelle)
e inviandone indietro a loro volta.
PET: Positron Emission
Tomography, "tomografia ad emissione di positroni". Tecnica
neuroradiologica che avvalendosi dell'indicatore fluorodesossiglucosio
mescolato nel sangue e utilizzato dal tessuto cerebrale, può
evidenziare un'alterata utilizzazione di esso da parte del cervello. E'
utile per la diagnosi della distrofia miotonica e delle encefalopatie
mitocondriali.
Piede cadente: disturbo caratterizzato
dall'incapacità di tenere sollevato il piede, che così
tende a pendere dalla caviglia, causando problemi nella deambulazione.
Piede cavo: deformità consistente in
un'eccessiva curvatura della pianta del piede (e delle stesse dita
verso il basso), che assume così una caratteristica forma "ad
artiglio".
Piede equino: deformità del piede per cui, con
il soggetto in piedi, tendono a toccare il suolo solo le punte, mentre
il tallone resta sollevato.
Piede varo: così è definita una
deformità che interessa il piede, portandolo a una flessione
plantare.
Piruvicochinasi (PK):
enzima presente nelle fibre muscolari, i cui valori alterati possono
essere indice di malattia muscolare.
Piruvicodecarbossilasi e Piruvicodeidrogenasi:
enzimi il cui deficit causa un'alterazione dell'attività
mitocondriale.
PK vedi Piruvicochinasi
Placca (o giunzione) neuromuscolare: regione di
contatto tra nervo e muscolo.
Placebo: sostanza inattiva (senza
proprietà curative) che, nelle sperimentazioni di un trattamento
terapeutico sull'uomo - in particolare nei trial di fase III - viene
somministrata a parte dei pazienti a loro insaputa per utilizzarla come
confronto e limitare al massimo il peso dei fattori psicologici nella
valutazione della terapia: tale procedimento viene definito doppio
cieco.
Plasmaferesi: trattamento in cui, grazie
all'utilizzo di un'apposita apparecchiatura, si preleva il siero nel
sangue, per sostituirlo con soluzioni di albumina. E' utile per
depurare il sangue da sostanze nocive, ad esempio gli anticorpi di
certe malattie autoimmuni.
Pneumobelt: si tratta di un supporto ventilatorio
domiciliare, costituito da una cintura pneumatica che gonfiandosi e
sgonfiandosi, provoca passivamente dei movimenti ritmici del diaframma
con conseguenti atti respiratori.
Pneumologia: disciplina che studia i polmoni.
Poligenico: determinato da molti geni.
Polimero: complesso di proteine tutte uguali.
Polisonnografia: metodica di monitoraggio notturno
della situazione respiratoria, che attraverso la valutazione
contemporanea di vari parametri, permette, tra gli altri impieghi, di
discriminare tra apnee centrali e periferiche.
Poncho o Polmone a poncho: tipo di
ventilatore a pressione negativa esterna, caratterizzato da una gabbia
di plastica che si pone al di sopra del torace e poggia su un piano
rigido; paziente e gabbia vengono poi introdotti in una giacca, tipo
giacca a vento, stretta e a tenuta a livello del collo, dei polsi e
delle cosce, in modo da poter creare una depressione che aiuti nella
respirazione.
Portatore: detto di persona che può trasmettere
una malattia infettiva o ereditaria, anche senza necessariamente essere
egli stesso malato. Si parla di portatore asintomatico, quando
il soggetto non presenta segni clinici di malattia, e di portatore
manifesto, quando questi sono invece presenti.
Postmitotico: si dice di cellula che non è
più in divisione, non si rinnova continuamente.
Prednisone: steroide di cui viene sperimentato
l'impiego anche per il trattamento della distrofia muscolare.
Prevenzione: l'insieme degli interventi fatti a monte,
in anticipo, che possono evitare l'insorgere di una patologia.
Primitiva, miopatia: così è definita una
patologia del muscolo in cui questo si altera in quanto tale,
apparentemente da solo, e tutti gli altri eventi della malattia sono
conseguenze di questa alterazione muscolare primitiva.
Procariota: organismo con cellule dal nucleo senza
membrana e quindi non distinto, ciò che è tipico di certi
organismi unicellulari come i batteri (cfr. Eucariota).
Profilassi: lo stesso che prevenzione.
Progressiva, malattia: malattia i cui sintomi
peggiorano progressivamente nel tempo.
PROMM: Proximal
Myotonic Myopathy; indica una miopatia prossimale con miotonia di
recente identificazione.
Prossimale: vicino all'asse mediano del corpo (cosce).
Il contrario di prossimale è distale.
Proteina: molecola organica costituita da aminoacidi
che può avere funzioni strutturali, enzimatiche o altre ancora.
Pseudoipertrofia: si verifica quando la perdita di
fibre muscolari, che avviene solitamente nei processi distrofici, viene
compensata da proliferazione di materiale fibroso, di consistenza
pastosa.
Ptosi: caduta, ad esempio, della palpebra superiore che
può essere causata da problemi ai muscoli facciali e in
particolare al muscolo della palpebra.
R
Rabdomiolisi: necrosi delle fibre muscolari.
Rachide: colonna vertebrale.
Recettore diidropiridinico: tipo di canale del calcio
(vedi Canali ionici) della membrana muscolare.
Recettore rianodinico: tipo di canale del calcio (vedi Canali
ionici) della membrana muscolare.
Recettori: strutture specializzate - situate per lo
più sulla superficie delle cellule dell'organismo - che hanno la
funzione di ricevere segnali di vario tipo e che possono essere
costituite da sostanze chimiche diverse. La comunicazione tra segnale e
recettore determina delle modificazioni nella cellula o nelle sue
funzioni.
Reporter, gene: gene producente una particolare
colorazione, il quale viene trasferito in cellule trattate
preliminarmente in vitro, per permetterne poi il riconoscimento
dopo il trapianto.
Retrazioni tendinee: riduzioni di lunghezza dei tendini
- legamenti che uniscono i muscoli alle ossa - causate
dall'immobilità (e dalla riduzione del volume) del muscolo. Le
retrazioni comportano il blocco delle articolazioni (caviglie,
ginocchia, gomiti e polsi) e limitano o impediscono l'estensione
completa degli arti.
Retrovirus: famiglia di virus il cui genoma è
costituito da RNA anziché da DNA e
che per riprodursi una volta entrati nelle cellule devono
"retrotrascrivere", cioè convertire l'RNA in DNA. La retrotrascrizione avviene grazie a un
enzima che questi virus codificano, la transcrittasi inversa, che
è in grado di sintetizzare il DNA
copiandolo da una sequenza di RNA: un procedimento che è
l'opposto di ciò che avviene normalmente nelle cellule, dove
l'RNA viene sintetizzato copiandolo dal DNA
(trascrizione). Alcuni retrovirus modificati con l'ingegneria genetica
vengono studiati come vettori per la terapia genica.
Riabilitazione: la messa in atto di tutti i mezzi a
disposizione (fisioterapia, ortesi, chirurgia ortopedica, protesi
ventilatorie ecc.) per ottenere il massimo recupero possibile in un
soggetto con disabilità.
Rideau, curva di: è la curva
età-capacità vitale che serve per la valutazione del
declino della funzione respiratoria.
Rieducazione: le misure che si attuano per il recupero
di una funzione.
RMN: Risonanza Magnetica
Nucleare. Tecnica neuroradiologica che sfruttando le proprietà
di un campo magnetico è capace di dare un'immagine dei tessuti,
evidenziandone, tramite diverse gradazioni di grigio, la
densità. La RMN cerebrale è
utile nella diagnosi di patologie in cui si sospetta il coinvolgimento
di un tessuto particolarmente ricco in atomi di idrogeno, cioè
di acqua, come il tessuto cerebrale. In questo caso la tecnica consente
di studiare bene sia la struttura della corteccia cerebrale, sia la
sostanza bianca. E' molto utile nello studio di malattie come le
distrofie muscolari congenite, la sclerosi laterale amiotrofica, la
distrofia miotonica e le encefalopatie mitocondriali.
RNA: Acido ribonucleico.
E' coinvolto nel processo di decodificazione delle istruzioni genetiche
contenute nel DNA. In alcuni virus (come
i retrovirus) il genoma è costituito da RNA anziché da DNA; mRNA è
invece l'RNA messaggero, molecola che
trasferisce l'informazione dai geni alle proteine.
S
Sarcoglicano: gruppo di proteine localizzato nella
membrana della cellula muscolare, che forma un complesso con la
distrofina. Tale gruppo è costituito da almeno quattro elementi:
alfa, beta, gamma e delta-sarcoglicano,
il cui difetto causa altrettante forme di distrofia muscolare: le sarcoglicanopatie.
Sarcolemma: membrana plasmatica che riveste la fibra
muscolare.
Sarcomero: insieme costituito dai filamenti di actina e
miosina, che forma la struttura contrattile (l'unità di
contrazione) del muscolo.
Satelliti, cellule: cellule così definite per la
loro posizione intorno alla fibra muscolare e deputate
all'accrescimento e alla riparazione del muscolo. Nella fase di
crescita dopo la nascita, oppure quando, a causa ad esempio di un
trauma, il tessuto dev'essere riparato, tali cellule - chiamate anche mioblasti
(vedi) - sono in grado di proliferare, nonché di fondere,
di differenziare e di formare nuove fibre muscolari.
Saturometria: esame che misura la percentuale di
ossigeno (saturazione in ossigeno) legata all'emoglobina. Nei pazienti
con malattia neuromuscolare viene utilizzata per monitorare la
funzionalità respiratoria.
Scheletrici, muscoli: muscoli che agiscono sullo
scheletro, permettendo il movimento del corpo.
Scintigrafia cardiaca: esame della perfusione del
miocardio e delle dimensioni del cuore mediante l'osservazione della
distribuzione di isotopi radioattivi.
Scoliosi: curva laterale della colonna vertebrale,
associata ad una rotazione e a una torsione delle singole vertebre.
Secondaria, miopatia: così è definita
una patologia del muscolo dovuta a problemi ad altri apparati, che
influiscono sui muscoli secondariamente.
Semeiotica: disciplina che studia segni e sintomi
delle patologie.
Sinapsi: zone di giunzione tra cellule nervose,
attraverso le quali esse "comunicano". Si tratta di strutture
specializzate comprendenti vescicole piene di neurotrasmettitori,
cioè di molecole che permettono il trasferimento di segnali tra
le cellule.
Sincope: svenimento.
Sindrome: serie di sintomi che si manifestano
contemporaneamente caratterizzando una certa malattia.
SMA: atrofia muscolare
spinale.
SMN: Survival Motor
Neurone e nome di uno dei geni la cui alterazione è
implicata nell'atrofia muscolare spinale e il cui prodotto è una
proteina importante per la sopravvivenza del Motoneurone (vedi).
Sostituzioni di basi: particolari alterazioni di un
tratto di DNA che riguardano la
qualità dei nucleotidi che lo costituiscono.
Spina rigida: condizione caratterizzata da importante
limitazione nella flessione dell'intera colonna vertebrale. La
capacità di estensione della colonna è invece
generalmente nella norma. Può esservi concomitante limitazione
nel range di movimento di altre articolazioni. La condizione in
genere è poco o per nulla progressiva , salvo per la comparsa di
scoliosi e di deformità associate
Spirometria: misurazione, tramite un apposito
strumento chiamato spirometro, dei volumi polmonari statici e dinamici.
Staminale: cellula dalla quale originano altre linee
cellulari, più differenziate.
Stenìa: vigore, forza.
Steppante: dal verbo steppare (steppage)-
riferito originariamente alla marcia dei cavalli - indica un modo
difettoso di trottare, con esagerata distensione degli arti inferiori.
La marcia steppante è il particolare modo di camminare
di certi pazienti con malattie neuromuscolari che coinvolgono in
particolare la loggia anteriore della gamba: il paziente, non riuscendo
a dorsiflettere, il piede lo solleva esageratamente nella marcia.
Steroidi e Corticosteroidi: ormoni prodotti
dalla corteccia surrenalica. Vengono impiegati a scopo terapeutico,
soprattutto come antinfiammatori - ad esempio nelle patologie
autoimmuni - ma anche nella terapia dell'asma ecc. E' stata dimostrata
una discreta efficacia della terapia con steroidi in circa il 60% dei
soggetti affetti da distrofia di Duchenne. Non si tratta in ogni caso
di una terapia risolutiva.
Stoma: apertura, ad esempio nella trachea.
Striato: è il muscolo caratterizzato dalle
caratteristiche striature del sarcomero. Sono muscoli striati quelli
scheletrici e il muscolo cardiaco.
Subclinico: senza evidenti segni clinici.
T
TAC: sta per Tomografia
Assiale Computerizzata, particolare tecnica radiologica. Essa
può risultare utile anche per lo studio dello stato del tessuto
muscolare.
Tenotomia: operazione chirurgica per sezionare un
tendine e intervenire sulla posizione di organi e arti.
Timectomia: asportazione chirurgica del timo. Si rende
talora necessaria in soggetti adulti affetti da miastenia grave,
patologia che può essere legata all'ingrossamento di tale
ghiandola (iperplasia) o alla presenza di un tumore a carico della
stessa (timoma).
Timo: ghiandola normalmente attiva nei bambini, in
un'area del torace detta mediastino, che determina la funzione
dei linfociti T, cellule del sangue coinvolte nei meccanismi
immunitari. Spesso, soprattutto negli adulti, l'ingrossamento del timo
o un tumore possono determinare miastenia grave, patologia motoria di
origine autoimmune.
Tossina: sostanza tossica per l'organismo.
Tr1, cellule: cellule T
regolatrici di tipo 1, cioè un tipo di cellule di recente
identificazione e tuttora allo studio, che sembra in grado di inibire
la reazione di rigetto e che si ipotizza di poter sfruttare per indurre
l'accettazione da parte del sistema immunitario di cellule che si
introducono nell'organismo a scopo terapeutico.
Tracheostomia: intervento chirurgico finalizzato a
praticare un'apertura sulla trachea, per consentire, ad esempio nei
casi di malattie neuromuscolari con complicanze respiratorie,
l'applicazione di apparecchi per la ventilazione.
Tracheotomia: incisione chirurgica della trachea.
Transaminasi: famiglia di enzimi impegnati nel
trasporto di gruppi aminici da una sostanza a un'altra.
Transdurre: trasferire DNA
all'interno.
Transferrina: proteina che trasporta il ferro.
Transgenico: detto di realtà biologica di cui
sono state condizionate alcune caratteristiche mediante tecniche di
ingegneria genetica. Così è definito anche un animale da
laboratorio in cui una patologia oggetto di studio è stata
indotta artificialmente mediante manipolazione genetica.
Trascrizione: in genetica, processo per cui l'RNA viene
sintetizzato copiandolo dal DNA.
L'espressione dei geni nelle cellule comincia con la realizzazione di
copie, o "trascritti", delle informazioni contenute nel gene, che la
cellula poi utilizza per fabbricare le proteine.
Traslocazione: riarrangiamento dovuto al cambiamento di
posizione di un segmento cromosomico.
Trial: parola inglese che significa letteralmente
"prova" e che indica la sperimentazione sull'uomo di un trattamento
terapeutico, con un percorso che prevede tre tappe: la fase I,
con dosi molto basse su un numero assai ridotto di pazienti per
determinarne la sicurezza e verificarne le modalità di azione;
la fase II, dove, con un basso numero di pazienti e con dosaggi
diversi su diversi gruppi, se ne sondano gli effetti e si cercano
indicazioni sull'efficacia e i dosaggi opportuni per capire se il
trattamento meriti un ulteriore studio; la fase III, dove il
farmaco è confrontato in doppio cieco con un farmaco
inattivo (placebo) o con un altro medicamento standard, se
disponibile, su un numero di pazienti tale da consentire valutazioni
statistiche. In tutte e tre le fasi i soggetti partecipanti dovranno
sottoscrivere una dichiarazione di consenso informato (firmata dai
genitori o dai tutori nel caso di pazienti minorenni), ferma restando
la libertà di abbandonare le sperimentazioni in ogni momento
senza dover rendere conto della propria decisione.
Tripletta: insieme di tre nucleotidi (frammenti di DNA) che contiene l'informazione genetica per
un aminoacido.
TSRH: strumentario
chirurgico per il trattamento della scoliosi neuromuscolare.
U
Ubiquitario: presente nel citoplasma cellulare di vari
tessuti.
Uomo rigido, sindrome dell': rara affezione
neuromuscolare di origine sconosciuta, verosimilmente autoimmune che,
soprattutto a seguito di stress fisico o psichico, comporta
rigidità della muscolatura, spasmi dolorosi, problemi nel
camminare ed è associata spesso a diabete mellito e ai
caratteristici anticorpi anti-GAD. Viene trattata con farmaci
miorilassanti come il valium e con la plasmaferesi (vedi).
Utrofina: proteina della membrana muscolare, simile
alla distrofina, ma attiva solo nel periodo prenatale e neonatale.
Nell'adulto è espressa solo nella giunzione neuromuscolare. Nei
soggetti Duchenne e Becker e in altre patologie neuromuscolari è
invece sovraespressa. Si sta studiando la possibilità di farla
produrre dall'organismo anche successivamente, per compensare
l'alterazione o la mancanza di distrofina nelle distrofinopatie.
V
VAM: Ventilazione
Meccanica Assistita.
Vasculite: processo infiammatorio a carico dei vasi
sanguigni.
Ventilazione: processo per cui avviene la circolazione
dell'aria che espande i polmoni, portando ossigeno al sangue e
rimuovendo l'anidride carbonica.
Ventilatore polmonare: apparecchio con cui si
può attuare una ventilazione - per via nasale tramite apposita
mascherina o per via tracheostomica - stabilendo il volume corrente e
la frequenza respiratoria necessarie al soggetto, in base a quanto
rilevato in laboratorio. Può essere usato anche a domicilio con
l'aiuto dei familiari dopo un opportuno addestramento.
Vettore: nell'ambito della ricerca sulla terapia genica
viene così definito qualsiasi veicolo utilizzato per portare
all'interno delle cellule malate un gene sano che sostituisca quello
malato. Esistono vettori virali, cioè costituiti da
virus manipolati grazie all'ingegneria genetica per contenere i geni
terapeutici, e vettori non virali, ad esempio i liposomi
(vedi), vettori sintetici basati sui lipidi.
Vetrino: ciascuna delle due lastrine di vetro che,
sovrapposte, vengono utilizzate per contenere e conservare preparati da
sottoporre ad esame microscopico.
Via glicolitica vedi Glicolisi
Villi coriali: minuscoli frammenti di tessuto destinato
a diventare placenta che vengono prelevati mediante ago-aspirazione
nella donna in stato di gravidanza, per procedere su di essi
all'analisi del DNA e ottenere una
diagnosi prenatale.
Von Gierke, malattia di: altro nome della
glicogenosi di tipo 1b.
X
X-linked: espressione che definisce un'eredità
recessiva nella quale il difetto genetico trasmesso è presente
nel cromosoma sessuale X.
Z
Zigote: uovo fecondato.
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