Forza di volontà


Il 29 novembre 2008, sabato ore 16, ho sentito come se la gamba destra mi cedesse ma, essendo stato operato di ernia del disco, ho pensato ad un intorpedimento dovuto a quella malattia. Mi sentivo strano e non capivo cosa mi stesse capitando; perciò, alla sera, ho preferito andare a casa di mia suocera, rimasta vedova e dove mia moglie dorme per non lasciarla sola, in quanto avevo un presentimento che nel mio fisico c'era qualcosa che non andava bene.

A me piace molto far da mangiare ed ho preperato una carbonara per tutti, ho servito i piatti in tavola e poi mi sono messo anch'io a mangiare. Ad un certo punto faccio per prendere la bottiglia di birra, che io avevo portato in tavola, e mi accorgo che non riesco a sollevarla. Mia moglie mi dice "Ti porto al pronto soccorso", io le rispondo che non è il caso di lasciare da sola di notte una vecchietta di 86 anni, e che pertanto ci saremmo andati l'indomani.

Terminata la cena sono andato a letto e mi sono addormentato praticamente subito. Mi sono svegliato alle 3,30 del mattino, sono riuscito ad alzarmi, vestirmi ed andare in soggiorno ad aspettare un orario decente per svegliare mia moglie. Alle 6,30 cerco di alzarmi dal divano e mi accorgo che mi è impossibile; chiamo mia moglie, lei si alza e mi dice che mi porta al pronto soccorso, io le dico che mi scappa la pipì, lei mi aiuta ad alzarmi, vado in bagno, faccio quello che devo fare e crollo per terra come se il pavimento sotto di me fosse sparito.

Viene chiamata l'ambulanza che mi porta all'ospedale San Carlo Borromeo; in breve tempo vengo visitato dal medico del preonto soccorso che, fattemi alcune domande, mi dice "Lei per me ha il morbo di Guillain Barre", chiamo il neurologo per la conferma. Il neurologo conferma ed è inutile che stia a raccontare tutti gli esami e i prelievi fattimi in pronto soccorso. Vengo trasferito nel reperto neurologico, dove mi mettono subito la maschera ad ossigeno in quanto è stata riscontrata anche una polmonite bilaterale. Dolori tanti, terapie e
innumerevoli fleboclisi, ma devo dire che non ho mai perso conoscenza e che sono stato sempre presente a tutto quello che mi succedeva anche se ero in terapia intensiva.

Quello che voglio raccontare è come ne sono venuto fuori alla faccia di tutte le diagnosi che mi davano paralizzato per almeno 6 mesi ( considerate che potevo solo girare il collo) e che il mio recupero non si poteva diagnosticare. La forza di volontà, in questi casi è l'unica arma che chi viene colpito da questa sindrome deve usare per combatterla! Io ho parlato con il mio cervello dicendogli continuamente "Sappi che tu non sei padrone di me, sono io che sono padrone di te e adesso muovi il mignolo sinistro, è un ordine!"

La battaglia è durata ore, ma alla fine il mignolo sinistro si è alzato; avevo fatto un piccolo buco per sfondare una immensa diga. Dopo 9 giorni non ho più voluto che mi venissero ad imboccare, dopo 25 giorni mi sono fatto la barba da solo con il rasoio elettrico, dopo 40 giorni con la lametta, dopo 70 giorni non ho più usato la carrozzina e al 90° giorno sono stato dimesso e me ne sono tornato a casa guidando la mia macchina.

Devo tutto al personale del San Carlo e dell'istituto Redaelli per le cure e le attenzioni rivoltemi, ma sono convinto che senza forza di volontà e rifiuto di essere stato attoccato da un morbo così perfido, non c'e l'avrei mai fatta.

Roberto

agosto 2009

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