RIFIUTI: PROVINCIA REGGIO EMILIA, NUOVO INCENERITORE SI FARA'


(ANSA) - REGGIO EMILIA, 19 APRILE

Con buona pace di Beppe Grillo, protagonista negli ultimi giorni nel Comune di Reggio Emilia di due 'blitz' ambientalisti contro gli inceneritori reggiani, uno attivo e quello sostitutivo in progetto, la presidente della giunta provinciale di centrosinistra Sonia Masini (Ds) ha annunciato che il nuovo impianto si fara' entro cinque anni. ''Sara' realizzato - ha detto Sonia Masini - nel rigoroso rispetto delle normative nazionali ed europee, con le migliori tecnologie disponibili ed il sistema piu' efficace e piu' attento alla salute delle persone. E' da anni che stiamo girando l'Europa e che ci stiamo confrontando su queste tecnologie, continueremo a farlo e non abbiamo bisogno che il comico di turno ce lo ricordi''. Prima dell'estate saranno istituiti un tavolo istituzionale ed uno tecnico.

La proposta del soggetto attuatore, la multiutility Enia, sul tipo di impianto e' attesa per la primavera dell'anno prossimo, poi seguiranno due anni di confronti fra tecnici e con i cittadini. Il via ai lavori fra circa tre anni, la conclusione dopo un altro paio d'anni. Dall' approvazione, nell'aprile 2004, del piano provinciale gestione rifiuti, la Provincia di Reggio Emilia ha lavorato soprattutto sul fronte del contenimento della produzione dei rifiuti e dell' incremento della raccolta differenziata, ''ma siccome non esiste porta a porta al mondo in grado di eliminare completamente i rifiuti - sostiene Masini - alla fine occorrera' realizzare un nuovo impianto per lo smaltimento della parte residua che non sara' possibile recuperare in altri modi''.

L'area del nuovo impianto e' gia' stata individuata tra Reggio e Correggio. ''Al momento non e' possibile dire quale tipo di impianto sara''', ha concluso Sonia Masini: ''Di certo si sa solo che sara' previsto un preselettore, che questo impianto dovra' distruggere solo rifiuti provinciali e che sara' rispettoso della salute dei cittadini, nonche' delle normative nazionali ed europee che attualmente, e sottolineo attualmente, consigliano i termovalorizzatori''.

(ANSA). C01-GIO

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da http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20060419163933893816.html





"PM10" a Report, Rai 3


3.500 morti premature l'anno per inquinamento da polveri sottili sono calcolate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nelle 8 grandi città italiane con più di 250.000 abitanti: praticamente il 5% della mortalità generale delle grandi città.

 Se poi il calcolo si estende a tutto il territorio nazionale i morti diventano 39.000 l'anno. L'Unione Europea fin dal 1996 con una serie di direttive ha indicato agli Stati membri di preparare strategie e piani per fronteggiare l'inquinamento, soglie di allarme e date da rispettare: 31 dicembre 2003 per la presentazione dei piani e 1 gennaio 2005 per rientrare entro la soglia di allarme delle polveri sottili. Che cosa è successo? Per quanto riguarda l'Italia niente. Di fronte all'allarme polveri sottili solo blocchi del traffico e targhe alterne qualche giorno l'anno.

 I risultati non si vedono: i livelli di inquinamento continuano a essere praticamente sempre gli stessi e a metà 2006 solo qualche regione italiana sta inviando i piani di risanamento dell'aria a Bruxelles. Quindi? Procedura d'infrazione della Commissione europea verso l'Italia ad aprile 2006, due mesi di tempo per giustificarci e poi la sanzione della Corte di giustizia. Sarà che ci costa di meno pagare le multe all'Europa?

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da www.report.rai.it




Comunicato Italia dei Valori, sede reggiana


Il rumore politico ed istituzionale di questo periodo, provocato dai commenti sulla sperimentazione della raccolta differenziata porta a porta e dall'affare Cantarelli, non ancora completamente risolto, sta distogliendo dal problema fondamentale di Reggio Emilia a riguardo della gestione dello smaltimento dei rifiuti.

La chiara presa di posizione di Antonio Di Pietro, nostro presidente ed ora ministro alle infrastrutture, che dice “no a nuovi inceneritori”, o termovalorizzatori che dir si voglia, ci porta a proporre uno dei temi fondamentali di questa netta dichiarazione.

L'Italia è ormai l'unico paese dell'Unione Europea dove gli inceneritori godono di finanziamenti pubblici per la loro gestione. L'energia elettrica prodotta, circa 0,5 KWora/Kg di rifiuto viene pagata da 9 a 14 centesimi al KWora, contro i normali circa 4 centesimi per la produzione con i metodi classici da combustibili fossili. Per ogni tonnellata di rifiuto il gestore incassa da 25 a 50 Euro di contributi. Questi contributi li paghiamo direttamente noi cittadini sulla bolletta elettrica e si traducono in una somma che va aggiunta alla tariffa sulla RSU. Mi scuso con il lettore per questi numeri un po' astrusi, ma se non li mettiamo ci danno per ignoranti.

Noi dell'Italia dei Valori siamo contrari a questo modo di procedere perchè i contributi precedentemente citati devono essere riservati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ci chiediamo anche cosa succederà quando la Unione Europea, presto, ci vieterà di continuare con questa prassi. E' un enorme spreco di risorse pubbliche continuare in questa direzione per di più senza avere chiari piani strategici per l'incremento delle energie rinnovabili. E pensare che siamo uno dei paesi più dipendenti energeticamente!

Anche in questo campo l'ente locale avveduto deve intervenire per sensibilizzare e programmare, perchè la produzione e l'utilizzo di energie rinnovabili è per loro natura atomizzata, distribuita sul territorio, in un certo senso “democratica”. Si prestano male per una gestione in esperienze di dimensioni gigantesche come avviene invece per le energie fossili.


Giuliano Spaggiari
coordinatore provinciale IDV

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(ReggioNelWeb.it n. 175 - 6 Giugno 2006)