Stop agli inceneritori


Gli inceneritori, o termovalorizzatori, sono finanziati in Italia con soldi pubblici in quanto equiparati alle energie rinnovabili.

Senza i contributi pubblici gli inceneritori non potrebbero esistere. Meritano questo investimento? La risposta che mi sono dato è del tutto negativa. La costruzione degli inceneritori nasce da due fattori: scarsa informazione e comportamento sociale sbagliato.

La scarsa informazione porta a pensare che gli inceneritori siano una soluzione all'avanguardia, che siano necessari e che, in ogni caso, rappresentino il male minore.

Gli inceneritori non sono una soluzione innovativa, è vero il contrario; i primi sono stati realizzati più di quarant'anni fa e i Paesi che li hanno adottati inizialmente non li costruiscono più e li usano sempre meno. Inoltre è stato dimostrato che la cenere prodotta diventa un rifiuto tossico.

Il comportamento sociale sbagliato avviene a livello di produttore e di consumatore. I rifiuti vengono spesso creati all'origine con confezioni inutili: scatole, plastica, carta, ecc. che sono solo scarti da smaltire. Un'autoregolamentazione delle società produttrici, "aiutata" da un'imposizione fiscale sulla produzione di parti superflue rispetto al prodotto, come può essere ad esempio la scatola di un dentifricio, diminuirebbe di molto questo fenomeno.

Un'incentivazione al riuso dei contenitori con una riduzione del prezzo del prodotto per i consumatori, ad esempio le bottiglie di vetro, è una misura che può ulteriormente limitare la produzione di rifiuti.

La raccolta differenziata deve, e non è, essere applicata con rigore su tutto il territorio nazionale. La raccolta differenziata consente di riciclare gran parte dei rifiuti ed è una grande opportunità sia ambientale che industriale.

Per queste ragioni, l'Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all'origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti.

Antonio Di Pietro


Commenti

Hanno dato troppo fastidio e li hanno puniti. Scoperchiare certi pentoloni in cui bollono inceneritori, acciaierie e centrali elettriche ad olio pesante, e fare ombra a tromboni e pseudoscienziati sono attività che non attirano simpatie.
E allora, non potendoli attaccare scientificamente, si è pensato di togliere lo strumento con cui Antonietta Gatti e Stefano Montanari provocano grossi fastidi.
Si tratta di un microscopio elettronico a scansione ambientale del costo di circa 350.000 euro con il quale i due hanno scoperto i meccanismi con cui le nanoparticelle prodotte dalle combustioni sono capaci di uccidere, e con questo il perché delle malattie che colpiscono i reduci dalle guerre del Golfo e dei Balcani, come funziona la truffa scientifica che sta dietro gli inceneritori, che cosa viene scaricato nell'ambiente dai tre milioni di tonnellate di oli pesanti bruciati ogni anno da una centrale elettrica e un sacco di altre cosette che hanno aperto una strada del tutto nuova nel campo della medicina.
Via il microscopio e noi, che non ci possiamo permettere di perdere Antonietta e Stefano, gli daremo un altro microscopio. In fretta e più potente del primo.
Da oggi parte una sottoscrizione per l'acquisto da parte della Associazione Carlo Bortolani Onlus. Io ho già dato il buon esempio devolvendo l'incasso della serata di Modena del 28 febbraio, i ragazzi dei Meetup si stanno attivando e tutti potrete rinunciare ad una pizza per non trovarvi la prossima piena d'inquinanti.
Postato da: paolo pini |   06.06.06 09:28

Voglio ribadire che L'Italia dei Valori di Reggio Emilia, non è Favorevole alla costruzione di nuovi inceneritori. Spero che la polemica un po' artificiosa e strumentale che si innescata contro l'IDV di Reggio Emilia venga finalmente superata. Marco Fantini - Consigliere Comunale IDV di Reggio Emilia
Postato da: marco fantini |   04.05.06 13:30

Un grazie va anche a Beppe Grillo! Andate a vedere il Blog di Beppe Grillo sulla questione degli inceneritori! Aiutiamo la ricerca dei due ricercatori di Modena! Grazie!
Postato da: Massimo Michelini |   03.05.06 00:15

Perché IDV non prende una posizione coerente e non equivoca sul tema vitale dell'incenerimento dei rifiuti? Almeno sapremmo per chi abbiamo votato. Di Pietro dice una cosa a Roma (testimoniata sul blog) e a Reggio Emilia i rappresentanti dello stesso partito se ne infischiano bellamente del loro leader e di chi ha dato loro la seggiola su cui siedono, e dicono esattamente il contrario. Il tutto, ovviamente, avviluppato nella nebbia di un politichese di provincia comprensibile compiutamente e in tutte le intenzioni solo da esegeti versati anche nella psichiatria. Potremmo avere un chiarimento o saremo sempre vittime di una politica che naviga a vista a seconda degl'interessi più o meno grandi del luogo e del momento? Se Italia dei Valori vuole realmente averne di valori e non vuole confondersi con le mani sporche che ha combattuto quando era ancora "in utero", è bene che trovi il coraggio e la forza di affrancarsi da certe rappresentanze locali, a pena di perdere i voti che ha racimolato.
Postato da:   stefano montanari |   02.05.06 12:35

Grazie per la decisa presa di posizione contro la politica inceneritorista in favore di soluzioni alternative positive per la nostra società e ambiente.
Postato da: Giorgio Santo |   01.05.06 16:35

Il programma ambiente coninvolge fortemente l'economia e il programma energetico.
In una scala di valori oggi viene posto in primo piano IL PROFITTO (caldamente spalleggiato dagli interessi personali supportati dai conflitti di interessi), poi si guarda L'ECONOMIA (o pseudo tale, in quanto i presunti risparmi di oggi si tramutano in costi domani) ed infine LA SALUTE, che passa totalmente in secondo piano, come se non rappresentasse un punto importante o un ULTERIORE COSTO a SCELTE SBAGLIATE.
Ebbene c'è da fare tanto, prima di tutto sovvertire l'ordine di questi fattori eliminando tutti i possibili CONFLITTI DI INTERESSE, di chi gestisce la nostra energia e nel contempo anche aziende che VENDONO ENERGIA.
1) RENDERE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA OBBLIGATORIA, (il che genererà anche nuovi posti di lavoro all'interno di INDUSTRIE DEL RICICLO).
2) APPLICARE TASSE PER LE AZINDE E LE INDUSTRIE CHE NON ADEGUANO I PROPRI IMPIANTI e DETASSARE QUELLE CHE PRIVILEGIANO SCELTE ECOCOMPATIBILI, il tutto passa attraverso l'adozione di sistemi per il risparmio energetico, pannelli solari, dispositivi antiinquinamento, gestione dei rifiuti prodotti.
3) FAVORIRE L'UTILIZZO DI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI, come L'ETANOLO, I BIOGAS.
4) PUNTARE SULLA RICERCA, investire in nuove tecnologie per l'utilizzo di energie pulite e sistemi innovativi per il risparmio energetico e la salvaguardia dell'ambiente.
Postato da: Mario Amabile |   01.05.06 15:03

Ma se è vero che per tutte quelle validissime ragioni da Lei descritte l'Italia del Valori si opporrà alla costruzione dei nuovi inceneritori, potrebbe gentilmente spiegarmi perche il suo segretario Provinciale di Reggio Emilia, Spaggiari, e la responsabile cittadina di Reggio Emilia, Barbati, alla fine decideranno (così almeno ho letto sulla stampa locale) di appoggiarne la costruzione?
Postato da: gianni serventi |   29.04.06 22:20

A Reggio Emilia ho la senzazione che le autorità cittadine stiano tentando di forzare la mano per costruire un mega inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti e questo contro il parere sfavorevole di molti cittadini riunitisi in comitati.
Al riguardo mi viene di scimiottare un articolo di Sergio Romano apparso sul Corriere della Sera il 13/02/06 riguardante la questine TAV di Val di Susa: "Una battaglia perduta ancora prima di essere combattuta?" Temo di si poichè sono i grossi interessi a segnare il destino degli avvenimenti e sulla qustione inceneritori è indubbio che questi grossi interessi esistono.
Questi comitati non si sono semplicemente OPPOSTI ma hanno anche PROPOSTO. Tra le varie proposte mi sento di appoggiare quella del docente universitario statunitense PAUL CONNET che in un'intervista dichiara:"Bruciare i rifiuti? Semplicemente una stupidaggine" e ancora:"Perchè volete dare 100 milioni di euro a una azienda, magari francese, per farvi costruire sul vostro territorio un affare che produce diossina? Non sarebbe meglio investire gli stessi soldi nel ciclo che prevede raccolta differenziata compostaggio e riciclaggio distribuendo queste risorse ad aziende e persone del luogo perchè si impegnino ad affermare una cultura ecocompatibile?"
I dati a favore di PAUL CONNET non mancano: Ecco una cittadina in Canada nella quale la quantità di pattume che viene conferita in discarica è diminuita del 50% dove scegliendo raccolta differenziata e compost si sono creati 3000 posti di lavoro in più per la comunità locale. In Nuova Zelanda entro il 2020 si sono dati l'obiettivo di arrivare a costringere le industrie a produrre solo prodotti con materiali riciclabili.
Perchè queste proposte non vengono ascoltate?
Postato da: gianni serventi |   29.04.06 22:09

D'accordo fino alle virgole. E di quelli di Colleferro (Rm) che ne facciamo? Ce li teniamo così, in mezzo a civili abitazioni e letteralmente sopra una scuola materna, senza V.I.A. nè pubblici controlli, spesso fuori uso perchè (pare) già "sfiniti" e soprattutto per lasciarne i vantaggi economi e clientelari ad una classe politica che, TUTTA, seguita a voltarsi dall'altra parte, a parlare d'altro pur di non disturbare il grande manovratore GAIA (il Consorzio di Comuni che li gestisce)? Ed alle imminenti elezioni comunali, che posizione prenderà e quali candidati appoggerà l'Italia dei Valori? Certo il mio voto - e credo anche quello di altri - non potrà andare a chi non ritiene di doversi impegnare per una inversione ad U rispetto ad una dissennata ed omicida politica di sfruttamento del territorio e dell'ambiente circostante. Saluti Presidente, in bocca al lupo e.... attendo risposte. Grazie.
Postato da: Luca Villani |   29.04.06 19:14

Io personalmente, l'Associazione Pro Stromboli e il Circolo Legambiente di Stromboli sosteniamo l'opposizione agli inceneritori e qualsiasi iniziativa in grado di porre fine alla minaccia della costruzione di ben quattro inceneritori in Sicilia.
Postato da: Aimée CARMOZ |   29.04.06 09:06

Avanti così per una qualificata e corretta gestione della questione rifiuti, senza incenerimenti. E' "valore" irrinunciabile.
Postato da:   Adriano Rizzoli |   28.04.06 11:48

A proposito di riduzione degli imballaggi da parte delle industrie e nella grande distribuzione ho trovato interessante la scelta fatta da un gruppo di ipermercati che ha dedicato un reparto alle vendite senza confezioni. Mi piacerebbe trovare simili iniziative diffuse a tappeto.
Postato da: Francesco Basile |   27.04.06 23:31

So per certo da un amico che lavora per una società gruppo fiat o ad essa collegata (non so quale sia) che sono in via di realizzazione ben 3 "termovalorizzatori" in Sicilia.
La cosa preoccupante è che nessuno sa nulla e pare che le cose siano già arrivate a buone punto.
I siti interessati dovrebbero essere Casteltermini, Palermo (bellolampo) e Augusta ( già martoriata dal polo petrolchimico vanta medie superiori alla media nazionale per patologie tumorali e non).
Può l'Italia dei valori approfondire la questione per vederci un pò più chiaro ed evntualmente porre in essere ogni iniziativa opportuna?
Postato da: daniele vallone |   27.04.06 21:36

Spero che riesca a battere i pugni in modo adeguato di fronte ad una coalizione dell'ulivo alquanto incerta e poco chiara e dove anche i Verdi non fanno appieno il loro dovere.
Certo, guardando come la coalizione è divisa sul caso Andreotti ogni commento mi sembra superflo o nooo?', come sperare che gli inceneritori non vengano fatti?
Le do un consiglio come suo elettore, faccia parlare il Dott. Montanari e sua moglie la Dott.ssa Gatti al nuovo parlamento italiano per illustrare i rischi della nanoparticelle, questi si verranno a creare dopo la messa in funzione degli inceneritori perchè TERMOVALORIZZATORE non significa niente è una parola fallace; ed è la stessa comunità europea che ce lo chiede di evitare di usare questi termini inpropri.
I signori menzionati sono tra i primissi scenziati del settore, in ogni parte del mondo hanno tenuto conferenze, l'ultima pochi giorni fa a Firenze con Beppe Grillo, dove ero presente alla conferenza stampa e dove è stato illustrato in modo chiaro i rischi e le alternative agli inceneritori. Se ha bisogno di mettersi in contatto con loro io stesso le posso darele una mano.
Postato da: nicola di pumpo |   27.04.06 19:28

L'alternativa all'incenerimento esiste e si chiama rifiuti zero. I rischi dell'incenerimento sono moltissimi, da quello sanitario a quello della corruzione ... Ho realizzato dei video dove il prof. connett (laurea phd in chimica) parla di rischi e alternative all'incenerimento. Per scaricarli cliccare su questo link: http://www.greenpeace.it/local/como/serateinc.php
Li sto caricando anche su google video ma date le dimensioni dei files ci vorrà qualche giorno. So che esistono tecnologie (purtroppo coperte da brevetti e segreti militari) che consentirebbero di ridurre i rifiuti in granuli (e quindi rendendoli riciclabili) e separarli automaticamente impiegando l'equivalmente di 15kwh per 5 tonnellate rispetto ai 600kwh dello smaltimento classico...
Postato da:   Jacopo Rodigari |   27.04.06 17:13

Finalmente dopo il 9-10 Aprile un suo elettore, so che lei è molto sensibile ai temi ambientali, come dimostrato dall'ultimo post, e so che lei è anche sensibile alle ingiustizie, ebbene questa è una storia di Ecocompatibilità-Salute-Giustizia.
Sono un fan di Beppe Grillo e faccio parte del gruppo di fan di Bologna ( http://beppegrillo.meetup.com/14/boards/ ) da tempo Beppe ha fatto due segnalazioni importanti dal suo Blog (Ferramenta Ambulanti: http://www.beppegrillo.it/2005/12/ferramenta_ambu.html , La ricerca Imbavagliata: http://www.beppegrillo.it/2006/03/la_ricerca_imba.html ), riassumo la situazione in 2 parole dopodiché le chiedo cortesemente di leggere i vari link.
Postato da: Macri Masi Giovanni |   27.04.06 12:23

Le combustioni ad alte temperature, come le esplosioni belliche, le combustioni degli inceneritori, ma ancor più dei termo-valorizzatori, producono particelle piccolissime. Queste particelle rispetto ai PM10, ad esempio degli scarichi, delle così dette polveri sottili che si depositano nei nostri polmoni, sono ancor più piccole nell'ordine di PM2,5 e anche PM0,1 (micron). Tali particelle sono talmente piccole che non si depositano nei polmoni ma riescono ad entrare nel sangue e riescono a provocare tumori in qualsiasi organo arrivino ( http://files.meetup.com/206830/Cosa%20sono%20le%20nanopatologie.pdf ). La professoressa Gatti e suo marito il Professor Montanari, sono considerati dei luminari nel mondo in materia, sono l'unico gruppo di ricercatori nel mondo che lavori su queste particelle, la prof. Gatti ha anche collaborato con il comune di New York per spiegare i decessi dei soccorritori del 11 settembre che hanno respirato polveri sottilissime.
In Italia sono stati lo strumento fondamentale per conseguire una vittoria legale clamorosa in cui l'Enel, che presso Rovigo aveva una centrale a olio combustibile, è stata condannata per "Danno Ambientale" ora si è aperto un nuovo procedimento per "Omicidio colposo plurimo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro".
Postato da: Macri Masi Giovanni |   27.04.06 12:22

Il loro lavoro è importantissimo perché queste particelle sono indistruttibili e non biodegradabili, vengono trasmesse attraverso la catena alimentare attraverso verdure carne e alimenti di ogni tipo (Vedi "Ferramenta Ambulanti"). Con un potente microscopio "A scansione ambientale" hanno esaminato migliaia di alimenti da supermercato, in alcuni hanno trovato nanoparticelle di vari metalli. A seguito di questa ricerca, le grandi multinazionali hanno fatto pressione sul Parlamento Europeo, che a sua volta ha spinto il CNR proprietario del costosissimo microscopio a toglierglielo per fermare la loro ricerca.
E' aperta una sottoscrizione presso una Onlus per finanziare una ricerca libera che possa permettersi un Microscopio a Scansione Ambientale, che comunque rimane proprietà della Onlus.
I Riclassificatori, i termo-valorizzatori e gli inceneritori sono considerati impianti ecologici, energie pulite, rinnovabili, ma non lo sono è dimostrato dalla ricerca, a meno che non la si voglia ascoltare.
Postato da: Macri Masi Giovanni |   27.04.06 12:20

Finalmete un'altra presa di posizione contro gli inceneritori. In valSieve zona Mugello stanno per realizzare un impianto da 68.000 ton.
comitatovaldisieve sta provando a bloccare questo disastro. Forse si ricorda cena elettorare nella Villa di Grignano a Pontassive quando era candidato in Mugello, ecco l'impianto sarà costruito nel bel mezzo di quella valle ricca di vigneti-oliveti e abitanti.
Postato da: federico giuntini |   27.04.06 07:34

E' vero che per la soluzione del problema rifiuti bisogna diminuire il superfluo, ma, cosi' facendo si vanno ad intaccare gli interessi della grande industria e del commercio e questo non è molto gradito.Gli imballaggi superflui servono per accattivare il prodotto e renderlo più appetibile,mentre reintrodurre una sorta di "deposito" per le bottiglie crea un problema di spazio ed immagazinamento dei contenitori per i commercianti.Quest'ultimo è un problema che è stato risolto splendidamente scaricando sul consumatore il costo della bottiglia denominata "vuoto a perdere" dove per perdere si intende che il consumatore non avrebbe più riavuti indietro i soldi del deposito.
In sostanza non credo che si possa risolvere in questo modo poichè ogni volta che c'è il rischio di intaccare gli interessi della grande industria e del commercio si resta solo con pie illusioni e buoni propositi. Nessun partito o schieramento politico è così coraggioso da sfidare queste grandi forze economiche e se L'Italia dei Valori proponesse questo alla coalizione di sinistra,credo che si avrebbero delle forti resistenze.Ti auguro comunque
Postato da: alfredo pierucci |   27.04.06 07:01

Non credo che la raccolta differenziata possa risolvere tutto, ci sono parecchi oggetti composti da materiali del tutto diversi (vetri, plastiche, metalli). In una raccolta differenziata, dove finirebbe una lampadina fulminata? O un vecchio trenino elettrico guasto? O un preservativo usato? O un manico di scopa?
Sarei contrario anch'io agli inceneritori, ma vedo che l'unica alternativa è la discarica abusiva, come quelle della camorra o di Cerro Maggiore (per la quale Paolo Berlusconi si è salvato dal carcere col patteggiamento). A Napoli chissà quanti veleni avranno ingerito con le falde acquifere inquinate dal percolato delle discariche, altro che i fumi dell'inceneritore.
Beppe Grillo parte in quarta sugli inceneritori e l'elettromagnetismo (cosa sulla quale nessuno ha ancora prove certe che faccia male alla salute), ma un parlamentare deve informarsi molto bene prima di prendere una decisione.
Magari si potrebbe fare qualcosa di più per il riciclaggio di resti di edifici abbattuti. Avevo letto che da qualche parte (credo a Modena) hanno un macchinario che tritura calcinacci, ricavandone nuovo materiale di costruzione a prezzi convenienti.
Postato da: Alessandro De Bellis |   26.04.06 22:31

Lo smaltimento dei rifiuti è un problema non certo semplice. Le vie sono molteplici:
1) riduzione degli imballaggi...
2) uso di materiale biodegradabile...
3) raccolta differenziata (ma seria ;) )...
4) filiera del riciclaggio (parlo di spazzatura) che solo alla fine può portare all'inceneritore...
Per quanto riguarda l'inquinamento eventuale... mi rifiuto di credere che l'attuale tecnologia non permetta di abbattere gli inquinanti prodotti dall'inceneritore.
Il tutto però ha un costo... la domanda è... siamo disposti a pagarlo?!
Postato da: Flavio Lupi |   26.04.06 22:01

Gli inceneritori sono nocivi, anche se una nuova ricerca deve ultimare degli studi, le microparticelle non sono evitabili e penetrano nel nostro tessuto cellulare. Ma detto questo ed anch'io contrario, quali alternative praticabili ? Raccolta differenziata stenta a decollare qui al nord, al sud prima che si veda l'alba diventeremo vecchi.
Far pressioni alle industrie per riuscire ad economizzare sugli imballi, possibile ma non sarebbe sufficiente per risolvere il problema.
Una chicca, in alcuni comuni e' cominciata la raccolta rifiuti porta a porta, a parte l'organizzazione insufficiente con micro discariche nei cortili e nelle vie, hanno pure aumentato di parecchi euro il servizio, niente male per incentivarla vero.
Antonio non facciamo demagogia, gli inceneritori saranno da fare seppur nocivi. A mio parere anche le centrali nucleari saranno un progetto da non scartare, con il caro petrolio e le energie alternative insufficienti.
Postato da: ivo serentha' |   26.04.06 18:15

Pienamente d'accorodo, il problema e' che noi produciamo una quantita' spropositata di cose destinate a diventare rifiuto in pochissimo tempo, come gli imballaggi e le buste della spesa, altre che lo diventano poco dopo, come i contenitori di cibo tipo,lattine bottigliette, coppette dei gelati ecc.
E le leggi italiane spingono sempre di piu' a usare contenitori e imballaggi, cosi' tra l'atro il prodotto costa di piu' oltre a produrre piu' rifiuti.
Io sono un architetto ed in architettura spessissimo non si tiene in considerazione la demolizione del palazzo (che ormai non dura 500 anni ma massimo un centinaio) quindi la demolizione finisce tutta in discarica, il che non ha alcun senso, inquina e costa di piu' che riciclare.
Appoggio al 200% l'idea di limitare i rifiuti alla fonte e mi offro anche come consulente per leggi sul riciclo in architettura.
Come sempre faccio vi consiglio di andare a vedere questo sito che mi fa intenerire da morire www.romoletto.eu
Postato da:   Luigi Nappi |   26.04.06 18:03

Finalmente!Bravo On.Di Pietro!Finalmente qualche politico ha capito che gli inceneritori bruciando inquinano!Dobbiamo infatti incrementare al massimo la raccolta differenziata!Questa è una soluzione al problema dei rifiuti!Peccato che qui a Ferrara lo si stia triplicando l'inceneritore! Giunta di centro-sinistra!
Postato da: Marco Pregnolato |   26.04.06 15:42

OK al NO per gli inceneritori, ma anche se fosse così non basterebbe comunque. Il vero problema è cosa e come viene prodotto!!!! Basti pensare alla quantità di spazzatura che ci rimane dopo aver fatto un salto in edicola o dal supermercato.
Occorre ottimizzare la produzione dei beni di consumo, sensibilizzando i produttori a tenere conto dello smaltimento del superfluo, per minimizzarne l'impatto ambientale.
Occorre abbandonare il concetto dell'usa e getta introducendo nuovi metodologie per la distribuzione dei prodotti. Perchè dobbiamo buttare la bottiglia in PET, la lattina di coca cola, la latta del caffè, il contenitore del detersivo? Facciamo in modo di riutilizzarli in qualche modo!!!!
Attualmente abbiamo un sistema che ha abbassato i costi di produzione, scaricando sulla collettività, NOI, tutti gli oneri relativi allo smaltimento del superfluo -> Così non VA BENE. NOI non possiamo farci carico della spazzatura derivante da un processo produttivo che non tiene conto di come smaltire i propri scarti, quindi è necessario COSTRINGERE le aziende a ragionare in tal senso.
Postato da: Biagio Incremona |   26.04.06 13:32

Penso che per cominciare a risolvere il problema dello SMALTIMENTO DEI RIFIUTI, ALLA BASE DI TUTTO CI SIA L'ASPETTO EDUCATIVO: educare la popolazione, partendo dalla SCUOLA.
Questo deve essere il primo gradino per avviare la RACCOLTA DIFFERENZIATA che porterà alla non installazione e costruzione di nuovi inceneritori e man mano, alla DISTRUZIONE di quelli vecchi.
NATURALMENTE in questo lavoro di base devono cooperare tutte le componenti sociali presenti nei vari COMUNI: Ufficio AMBIENTE, ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTICHE, VOLONTARIATO, UFFICI SANITARI per l'IGIENE, MEDICI E SCUOLE, per SPIEGARE ed EDUCARE i giovani ad AFFRONTARE IL PROBLEMA IN MODO RESPONSABILE, e non superficiale come quello dell'uso degli inceneritori.
Nelle scuole del mio COMUNE abbiamo lavorato per molti anni ed ora siamo tra i Comuni più "RICICLONI" d'Italia: in tutte le classi abbiamo tre contenitori diversi: CARTA-PLASTICA-INDIFFERENZIATO .
Questo modo di agire fa sì che il bambino acquisisca dei comportamenti che poi continuerà tra le sue mura domestiche, trasferendoli anche alla sua famiglia , fino a quando non diventeranno naturali. E questo richiede alcuni investimenti che porteranno soltanto dei BENEFICI ambientali per una MIGLIORE QUALITA' DELL'AMBIENTE E DELLA VITA.
In seguito, attraverso la conoscenza di FONTI ENERGETICHE PULITE, si potranno risolvere anche i gravi problemi relativi al fabbisogno di ENERGIA PULITA, scongiurando i disastri nucleari del passato e facendo tesoro delle SPERIMENTAZIONI fatte negli ALTRI PAESI.
Postato da: Maria Rosa | 26.04.06 07:47

Concordo sugli inceneritori. Oltre ad avvelenarci ci costano un sacco di soldi pubblici e in questo momento dove bisogna risparmiare, sarebbe ora di adottare le soluzioni alternative da lei proposte , piuttosto che riempirci di spazzatura e di polveri cancerogene.
Postato da: Ivano Croce |   26.04.06 11:52

Io vivo a Napoli, e qui senza inceneritori siamo nella cacca (quella vera) fino al collo. Se vi descrivessi la ns. situazione (raccolta differenziata, smaltimento, ed ogni cosa collegata alla spazzatura) vi farei rabbrividire tutti. Sono più d'accordo a trovare un sistema di abbattimento fumi totale (100%) che altro, perchè le nanoparticelle da tutti descritte per noi sarebbero un miracolo, visto quello che respiriamo normalmente. Ed ora un avviso per ANTONIO DI PIETRO. ATTENZIONE ! questi signori del Centro-dx stanno dichiarando che hanno avuto un recupero dell'evasione dell'84%. NON E' VERO !!. Sia a me che ad altri amici imprenditori sono arrivate delle cartelle esattoriali totalmente false, con importi regolarmente pagati, e certificati. Solo che loro ci chiedono gli stessi soldi che noi abbiamo regolarmente pagato, nel mio caso 12.437,00 Euro. TUTTI PAGATI ! Ovviamente andrò a contenzioso, ove avrò ovviamente ragione, perchè i righi e gli addebiti corrispondono al 1000% di quello da me versato, per cui non ho nemmeno il dubbio di un errore materiale. Non solo, dato l'evidente errore lo Stato dovrà pagare le spese e la parcella del mio commercialista, che mi ha confermato che circa la metà dei suoi clienti ha ricevuto questo tipo di cartelle, e lui già gongola al pensiero di quanto guadagnerà grazie a Tremonti ed alle sue Furbate del Quartierino. Segnalo che è la TERZA CAUSA in tre anni, le altre due le ho già vinte, ma gli importi erano inferiori, sui 2.000,00 Euro annui, stavolta sono andati giù pesante. ANTONIO DI PIETRO, grida ai quattro venti la truffa di questi signori: IL CERINO LO STANNO CONSEGNANDO A NOI
Postato da: marco esposito |   26.04.06 11:07

MI PARE CHIARO I "GIOCHI" SIANO FATTI. Dopo il post di Stefano Montanari su questo blog, mi pare che i "giochi" siano chiari.
I "giochi" sono quelli che le varie amministrazioni locali, di destra e di sinistra, si trovano a fare su questo importante problema dell'inquinamento dell'aria che respiriamo. I "giochi" sono giochi di potere, di comodo e come sempre di denari.
A Reggio Emilia si è deciso di fare un nuovo inceneritore, anche se si è capito che porterà danni alla salute della gente. E non solo della gente di Reggio Emilia, ma anche nel resto del Paese, perchè le nanoparticelle sono volatili e si spostano col vento... quindi nessuno di noi ne è esente.
Ma i "giochi" sono fatti e chi non partecipa ai giochi rischia di essere espulso e di non giocare più.
Mi pare di aver capito che anche il consigliere dei verdi si sia defilato dal prendere una posizione netta sul problema.
Insomma, a parole tutti d'accordo, ma nei fatti si tiene fede ai "giochi".
Giochi di potere, di comodo, di interessi, di quelle lobbies che dirigono il tavolo da gioco, anche per quanti vorrebbero (ma non si azzardano) a prendere posizioni chiare.
Postato da: Bruno Querzoli |   26.04.06 11:00

Segnalo un video interessante del Dottor Montanari sulle nanopatologie: http://video.google.com/videoplay?docid=7395495186822276391
Postato da: Luigi R. Viggiano |   26.04.06 10:46

Tutto giusto. Però questo deve essere vero anche a livello locale.
Recentemente ho parlato al consiglio comunale di Reggio Emilia che mi ha concesso 10 (dieci minuti) per spiegare il problema delle nanopatologie provocate anche dagli inceneritori. In quei 10 (dieci) minuti, il pubblico, e tra loro Beppe Grillo, prestava la massima attenzione, mentre i consiglieri "si facevano i fatti loro". Alla fine, dopo ore di interventi a base esclusiva di aria fritta, il consiglio è addivenuto ad una decisione che prego gli esperti di psicopolitichese di spiegarmi. Il consigliere di IDV, tale Marco Fantini, ci ha abbondantemente messo del suo.
Postato da:   stefano montanari |   26.04.06 10:03

ma in questi inceneritori non è possibile al posto della ciminiera avere un sistema che solidifica il tutto; cioè eventuali fumi e microparticelle invece di farli uscire non si possono solidificare? e con un sistema che poi non possono le aziende staccare il tubo dal solidificatore per ributtare nell'aria le sostanze visto che a solidificare sicuramente costerà di piu'
Postato da: alberto alex |   26.04.06 09:36

Mi dispiace molto, ma vorrei che su questioni importanti come questa non ci si adagi sulle posizioni del blog di Beppe Grillo! Intendiamoci, va incentivata in maniera seria la raccolta differenziata, va sburocratizzata tutta la legge sulla raccolta dei rifiuti ed il loro trattamento ( ci sono alcuni rifiuti che dovrebbero essere trattati a parte da apposite piattaforme,ma non ci sono le ditte che lo fanno), va sperimentata la raccolta personalizzata , unico sistema, a mio parere, per responsabilizzare veramente il consumatore-produttore di rifiuti (vedi Germania e , da noi zone del trentino alto adige).....ma alla fine di tutto il ciclo , rimarrebbe sempre una quota di rifiuti...ed allora ? nessuno risponde a questa domanda finale perchè la risposta sarebbe...discarica! Ma allora siamo daccapo! Guardate che le nuove centrali d'incenerimento hanno l'abbattimento totale dei fumi e delle ceneri, - come le cementerie , vi ricordate il fumo che si levava da queste ? ora se ci passate davanti non vedete niente!- e le ceneri pessono essere trattate vetrificandole od in altri modi. Per piacere, non entriamo nel novero degli anti moderno, di coloro che ritengono che l'unico progresso sostenibile sia nessun progresso; il mondo va velocemente in una direzione, pensate ai paesi in grande espansione , e non sarà certo una posizione pauperistica ed antimodernista a bloccare questo grande processo!! Bisogna governare i processi storici, usando senza paura le risorse della conoscenza: vedi Finlandia e le sue nuove centrali nucleari, vedi la Svizzera con il suo sistema 60%idroelettrico e 40% nucleare: chi inquina di più l'Italia o la Svizzera? Hanno anche lo smaltimento delle scorie radioattive nelle caverne delle montagne svizzere!! Voglio dire al grande Di Pietro , che se ci sono problematiche nell'uso degli inceneritori, o delle centrali nucleari, od in ogni altro prodotto dell'ingegno dell'uomo, non bisogna per questo rinunciare ad usarli, c'è sempre la possibilità di orientare la ricerca e l'industria nelle direzioni volute. Ma se lasciamo la partita perchè niente ci sembra super sicuro, allora dobbiamo sapere che siamo destinati ad un progressivo impoverimento. E questo riguarda tutto, anche Rubbia , e la sua centrale , avversata da alcuni potentati ma anche da interessi "ambientalisti", e l'eolico, di cui si fa un gran parlare, ma, poi sempre gli ambientalisti e coloro che guadagnano dall'inerzia, si oppongono alla creazione dei "parchi eolici!
Postato da: gaetano criscenti |   26.04.06 08:55

Impossibile essere contrari a discorsi che riducono lo sperpero di soldi pubblici e mirano a una seria riqualificazione dello smaltimento diferenziato dei rifiuti che tutt'oggi molti Comuni applicano come raccolta ma che poi finiscono tutti nello stesso calderone finale avendo come soluzione un elteriore dispendio di soldi! Sembra un problema marginale ma risolverebbe motlissimi problemi!
Postato da: Stefano DETTORI |   26.04.06 08:02
Postato da:   Gianni Pera |   26.04.06 07:06

I nuovi inceneritori non vanno ricostruiti, è urgentissimo che il prossimo governo crei un tavolo con personale scientifico per analizzare il problema energetico e dello smaltimento dei rifiuti per intraprendere la strada meno dolorosa possibile per il paese, per l'economia e per l'ambiente.
Quando parlo di strada, intendo che questo tavolo dovrebbe tracciare un percorso ventennale di ricerca ed investimenti.
I binari entro cui si dovrebbe lavorare, secondo me, sono :
- rispetto dell'ambiente
- innovazione tecnologica (usabile anche per altri settori industriali)
- riduzione della dipendenza dal petrolio
Spero tanto che questo si faccia, per il bene del mio paese e non solo.
Postato da:   Mario Serino |   26.04.06 02:35

una cosa che si può fare da subito è obbligare il costruttore del bene ad imballarlo con un unico materiale, imballo di plastica deve essere tutto di plastica ,di cartone ,tutto di cartone,f acilitando la reccolta differenziata si riduce e di molto quella indifferenziata.
obbligare chi commercializza i prodotti a ritirare gli imballi voluminosi e gli elettrodomestici sostituiti.
quando siamo senza benzina non buttiamo via l'auto ma andiamo dal distributore a fare il pieno, lo fanno tutti , promuovere questo meccanismo virtuoso per i detersivi l'olio, e tutti i prodotti che consentono questo meccanismo.
utilizzare plastiche riciclabili e riutilizzabili es. policarbonati,(da bebbe grillo)
far pagare le aziende che producono la tassa sugli imballi con un rapporto peso volume tra il prodotto utilizzato ed il peso volume dell'imballo, qualcosa di simile lo fanno quando spedisci un pacco.
Postato da: mex silvio |   26.04.06 00:10

APPROVO IN PIENO, CONCORDO, MI PIACE, SONO ENTUSIASTA dei tuoi pensieri, finalmente uno in Italia che ha un pò di sale in zucca.
non sarebbe mica tanto difficile... basterebbe usare il buon senso.
Per la cronaca: gli inceneritori sono anche responsabili dell'emissioni di nanopolveri, dannose alla salute e responsabili di tanti tumori.
"Quanti italiani sanno che dal 1992 ad oggi abbiamo pagato (di tasca nostra) circa 30 miliardi di Euro (pari quindi a due importanti finanziarie) che, stando a quanto scritto sulle bollette, dovevano essere destinati alla "Costruzione impianti fonti rinnovabili"?
Alla fine circa solo 6 di quei miliardi di Euro sono serviti per supportare le energie pulite (principalmente idroelettrico). Buona parte degli altri 24 miliardi ha invece gonfiato i ricavi di note aziende petrolifere che bruciavano (e bruciano) gli scarti della loro produzione (che è anche la parte più inquinante) per produrre energia elettrica. E ancora oggi ci scrivono sulle bollette che quei soldi servono per sostenere le fonti rinnovabili invece dei petrolieri.
Non vi sembra una grande presa per i fondelli? Gli interessi dei grandi (e ricchi) gruppi energetici sono più importanti della maggioranza degli italiani, che ha dimostrato la volontà a sviluppare le vere fonti rinnovabili." - Fonte : http://www.beppegrillo.it/2006/04/paghi_rinnovabi.html#comments
Postato da: Max Tom |   26.04.06 00:01

Una volta, anni cinquanta, c'era chi comprava la carta, il cartone, i metalli. Incentiviamo la raccolta differenziata pagando un tanto al Kg. questi materiali, mi risulta che negli USA si sono creati imperi commerciali sulla raccolta delle lattine in alluminio. Perchè da noi non potrebbe funzionare ? I disoccupati non mancano.
Postato da: augusto guidotti |   25.04.06 23:54

Problema simile per centrali turbogas almeno a livello ambientale, dovrebbero essere utili nella riconversione di impianti ad olio o a carbone, come avvenuto a Ferrara, non essere costruite ex-novo in zone peraltro già danneggiate, e limitrofe ad un Parco naturale. Senza poi prevedere alcun compenso di impatto ambientale come ad esempio l'utilizzo dell'energia termica cogenerata tramite teleriscaldamento
Ma a chi convengono queste centrali se sono gestite da privati, il gas lo prendiamo all'estero e i malati, vedi www.nanodiagnostics.it, ce li curiamo noi con l'assistenza sanitaria e non l'azienda che gestisce la turbogas?
Postato da:   Carlo Polisini |   25.04.06 23:34

Invece di bruciare rifiuti per produrre energia basterebbe richiamare il Prof. Rubbia per fargli ultima i suoi studi sul solare termodinamico.
Postato da: Andrea Malizia |   25.04.06 23:28