Conferenza Stampa, venerdì 15 giugno2007
Chi manipola le
informazioni sulla salute dei cittadini? I documenti lo svelano
La Provincia di Grosseto ha fornito alla stampa in data 9 giugno
scorso un documento dal titolo: “Controdeduzioni Studio Forlì”,
che contiene alcune “Citazioni emblematiche circa le conclusioni dello
Studio EnHence Health- Comune di Forlì” (vedi allegato n°1),
pubblicato poi sulla stampa locale (all.2). Analizzeremo queste
citazioni e forniremo diverse pagine dello Studio Enhance Health,
scaricabile da internet (all.3). Mentre le citazioni presentate dalla
Provincia di Grosseto hanno consentito al Presidente Scheggi
di negare l’esistenza di rischi alla salute per coloro che vivono
in vicinanza degli inceneritori di Coriano-Forlì (vedi articoli
di stampa in cronaca locale della Conferenza Stampa svoltasi nello
stesso giorno), dimostreremo che i dati dello Studio Enhance Health
(all.4) hanno invece registrato pesanti e gravi conseguenze alla vita
dei residenti esposti alle emissioni degli inceneritori.
Ricostruiamo attraverso l’analisi dei documenti come sia stato
possibile, da parte della Provincia di Grosseto, negare l’esistenza dei
suddetti rischi.
Primo punto.
La Provincia di Grosseto, dando pubblicità alle suddette
“citazioni”, esplicitamente presentate come conclusioni dello Studio
(all.1-2), ha voluto fornire ai cittadini informazioni sui risultati
che sarebbero scaturiti dalle indagini epidemiologiche compiute a
Forlì sulla popolazione residente intorno agli inceneritori di
Coriano: i cittadini, leggendo le suddette citazioni sono portati a
dedurre che tali affermazioni riflettono i dati reali dello Studio
stesso. Su questa intenzione e volontà della Provincia di
Grosseto non è possibile altra interpretazione.
Le frasi riportate sono le seguenti :
1. Pag 11: “Non
esistono informazioni adeguate per supportare ipotesi su quali effetti
sulla salute umana, se esistenti, possano essere associati alle
emissioni di inceneritori”
2. Pag. 11: “Non esistono prove concrete di un legame
tra l’esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dei
tumori. Dove sono stati osservati effetti apparentemente rilevanti,
questi erano spesso legati ad inceneritori siti vicino ad altre fonti
di emissioni potenzialmente pericolose, il che rende arduo individuare
la fonte di qualsiasi effetto”.
Con la sottolineatura, aggiunta dalla Provincia stessa al testo
originale dello Studio Enhance Health (vedi pagine 10-11 in
all.5) , si è voluto evidenziare ai cittadini che le
conclusioni dello Studio sarebbero del tutto rassicuranti.
Tuttavia, nel testo originale dello Studio citato, tali frasi non sono
inserite nelle CONCLUSIONI, come afferma la Provincia,
cioè non sono il risultato delle indagini compiute e descritte
dallo Studio Enhance Health, bensì sono inserite
nell’INTRODUZIONE (vedi all.5), ma soprattutto sono parte di un
contesto che intende spiegare i MOTIVI che hanno giustificato lo Studio
che si va ad illustrare. Infatti, come è chiaramente scritto,
rispetto alle inchieste epidemiologiche prodotte negli anni ’90, ci
sono stati dal 2001 grossi cambiamenti nei limiti di legge alle
emissioni degli inquinanti. Alla data in cui si decise tale Studio,
mancavano dati epidemiologici posteriori a tali cambiamenti
di leggi. Ripetiamo che quelle leggi hanno di fatto favorito
l’introduzione di una nuova impiantistica per l’abbattimento delle
diossine (vedi in all.6 la diapositiva presentata dalla dott.ssa
Gentilini). Cioè, con le suddette frasi nell’introduzione del
testo originale (all.5a), falsamente riportate come conclusioni dalla
Provincia, si vuole sottolineare che, dopo l’introduzione di nuove
norme più restrittive nelle emissioni di diossine, non c’erano
informazioni adeguate e prove concrete di un peggioramento della
qualità della vita e che gli studi compiuti in precedenza, con
valori di emissioni molto maggiori, non erano più validi. Tutto
ciò per giustificare il finanziamento della CEE e la
necessità della ricerca stessa. Inoltre, nell’introduzione si
afferma la necessità di studi più complessi in quanto
quelli precedentemente pubblicati non erano riusciti a isolare un’unica
e sicura causa dell’incremento dei tumori registrati (all.5b).
Questa era la situazione agli inizi degli anni 2000, rammentata
nell’Introduzione dello Studio Enhance Health, mentre nei mesi scorsi
sono stati pubblicati nuovi studi, già riportati in bibliografia
dalla dott.ssa Gentilini (vedi all.7).
Pertanto la ricostruzione delle conclusioni presentate ai cittadini
dalla Provincia di Grosseto è chiaramente un falso.
Che tale ricostruzione non può essere considerata un
errore involontario, lo si deduce chiaramente da quattro elementi:
1- il contesto molto chiaro
da cui sono estratte le due frasi (all.5);
2- nel testo originale, al titolo del capitolo, inserito in alto nella
pagina con chiara e evidente scritta “INTRODUZIONE”, segue il
paragrafo: ”MOTIVI PER L’APPRONTAMENTO DI UN SISTEMA DI
SORVEGLIANZA…”(all.5);
3- la prima frase inizia con un “Ma”, che però la Provincia
elimina, facendo perdere il collegamento con la frase precedente
(all.5);
4- l’errore non è l’unico, ma è preceduto e seguito da
molti altri errori evidenti e intenzionali, ricavate da altre pagine
dello Studio, sicuramente in possesso della Provincia di Grosseto
(all.1);
Secondo punto.
La Provincia di Grosseto ha voluto aggiungere a quanto sopra e
comunicare ai cittadini una valutazione sintetica dei dati
“sanitari” scaturiti dallo Studio di Forlì (all.2), producendo
una sintesi sulla base di soli alcuni dati. A tal fine ha presentato
due frasi, non presenti nel testo originario, ma presentate
erroneamente ancora come “conclusioni sanitarie” dello Studio. Questa
esigenza appare molto strana, poichè nelle conclusioni del testo
originario esistono due frasi, altrettante sintetiche, e che sono state
invece riportate integralmente dalla dott. Gentilini nelle sue
conferenze a Grosseto e Follonica (vedi all.8). Le conclusioni
presenti nello Studio Enhance Health ovviamente non si basano solo su
alcuni dati, come ha scelto la Provincia, bensì su tutti i dati.
Verifichiamo i motivi che hanno suggerito alla Provincia di
Grosseto a non usare le frasi sintetiche presenti nelle
conclusioni del testo originario a pag 42 e 43, riferite a tutti i dati
(all.9) e verifichiamo se esigenze di maggiore trasparenza abbiano
potuto giustificare l’ uso di soli alcuni dati.
Leggiamo insieme le due frasi della Provincia di Grosseto, che, scritte
in successione, le rendono complementari (all.2):
1. in alcuni casi la
mortalità non è significativamente caratterizzata da
“eccessi” rispetto a quella della popolazione generale 2. nei casi di “
eccesso” di alcune patologie ( soprattutto sulla popolazione femminile)
l’incidenza statistica di alcune di esse non è associabile
direttamente a cause specifiche, ovvero ai livelli di esposizione
stimate e riconducibili esclusivamente ai due impianti.
Messaggio molto tranquillizzante, anche perché la costruzione
delle due frasi facilita una ovvia conclusione.
Poiché si afferma che in alcuni casi la mortalità non
è in eccesso e, di seguito, che nei casi in eccesso non
è riconducibile esclusivamente agli impianti di incenerimento,
il messaggio è rassicurante, poiché il lettore è
autorizzato a dedurre che negli stessi casi in cui c’è eccesso,
questo eccesso non è associabile agli impianti di incenerimento.
In verità nelle Conclusioni dello studio si legge altrettanto
molto chiaramente e sinteticamente a pag.43 (all.9): “Tuttavia, analizzando le singole cause,
sono stati riscontrati alcuni eccessi di mortalità e incidenza
per alcune cause da considerare con maggiore attenzione. Infatti
è stato riscontrato nelle donne un eccesso di mortalità
per i tumori dello stomaco, del colon retto, della mammelle e per tutti
i tumori”. Qui le patologie per le quali si registra un eccesso
di mortalità legate agli inceneritori sono esplicitate e molto
chiaramente: tutti tipi di tumore per la popolazione
femminile..., ma la Provincia di Grosseto ha avuto bisogno di riportare
altre frasi, sicuramente meno precise, nascondendo le patologie
più pericolose.
Per capire la natura della operazione compiuta dalla Provincia di
Grosseto bisogna sapere che le patologie prese in considerazione e
causa di possibile morti sono molte e alcune (asma, malattie del
rene, malattie respiratorie…) non sono statisticamente riconducibili a
inquinamento. Andiamo a verificare sui numeri e sulle singole
patologie, quando le frasi costruite dalla Provincia di Grosseto sono
vere e quando sono false.
Le tabelle sono quelle della popolazione femminile a pag. 54 e 55 dello
Studio epidemiologico su Forlì (vedi all.4). Le cause specifiche
di decesso sono 23, suddivise in funzione della concentrazione
crescente dell’inquinante tipico degli inceneritori (metalli pesanti) e
del traffico automobilistico (ossido di azoto). Accanto alle varie
concentrazioni di inquinante è riportato il numero dei casi di
decesso osservati.
Il coefficiente di Rischio Relativo (RR) consente immediatamente al
lettore il calcolo della % di morti verificate in più o in meno,
rispetto al valore 1,00 assegnato per scelta di indagine a coloro che
sono esposti alle concentrazioni minime di inquinante (non alla
concentrazione zero, quindi si avranno dati riduttivi e prudenziali).
Gli Intervalli di Confidenza sono indici di distribuzione statistica
che consentono di avere una indicazione sulla probabilità di
esattezza statistica del rischio calcolato.
Da questi dati emerge che la mortalità per tutti i tumori nelle
donne è aumentata in modo statisticamente significativo,
cioè in modo certo, all’aumentare dei livelli di esposizione
stimata. Lo è in modo molto significativo per in tumori del
colon-retto, dello stomaco e della mammella.
Mentre le patologie scelte dalla Provincia di Grosseto come
significative e che possono confermare le due frasi riportate sopra
dalla Provincia stessa, con particolare riferimento al mondo
femminile, sono quelle meno diffuse, socialmente meno preoccupanti e
statisticamente meno attendibili, per lo più a causa il
modesto numero dei casi registrati (vedi all.4).
Quindi, quella della Provincia di Grosseto è una esposizione
volutamente poco trasparente e molto parziale dei dati con un evidente
scopo fuorviante, quando viene presentata come conclusione in
sostituzione delle reali conclusioni dello Studio su Forlì.
In sintesi, lasciando le altre inesattezze già segnalate
dalla dott.ssa Gentilini l’11 giugno scorso, le “Citazioni emblematiche
circa le conclusioni dello Studio… in Comune di Forlì"
presentate ai cittadini dalla Provincia di Grosseto sono false e
fuorvianti su un tema quale quello relativo alla mortalità dei
cittadini che sono costretti a vivere nelle vicinanze degli
inceneritori.
Per il Forum Ambientalista
Toscano, Sez. di Grosseto
Roberto
Barocci
Grosseto 15.6.2007