La produzione di energia da
rifiuti è quella che comporta la massima emissione di CO2, ancor più che da centrali a
carbone: una ton di rifiuti incenerita comporta ben 0,8 ton di CO2 in atmosfera.
Chi brucia dovrebbe quindi
pagare una multa di 10-15 Euro ma, grazie alle nostre "leggine sulle
fonti rinnovabili", riceve invece incentivi per circa 70 Euro.
La partita sui CIP6 è
ancora tutta da giocare e non siamo affatto tranquilli che questa
beffa venga cancellata: si possono truffare i cittadini , ma la Natura
non si fa ingannare, anche Bush ormai l' ha capito!
Il Presidente Prodi ha
recentemente affermato che l'Italia non può permettersi di
pagare 1.5 mld di multa per emissioni in eccesso di CO2. Per favore, qualcuno lo informi che
bruciare rifiuti non è il modo migliore per risolvere il
problema!
6/10/2006 12:21
CON
INCENERITORI PIÙ CO2 DELLE CENTRALI A CARBONE
Come si fa a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei
rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate il 28 settembre
2006 ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace
e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per chiedere l´abolizione del
sussidio agli inceneritori. La produzione elettrica da incenerimento
dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di
smaltimento che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati
alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti.
Nei rifiuti è presente sia una
componente organica, le cui emissioni di CO2
sono considerate nulle, che una componente di plastiche che invece
è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal
petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate spiega Giuseppe
Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. Dai dati ufficiali che annualmente vengono
presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta
che a parità di energia prodotta i termovalorizzatori emettono
più CO2 rispetto alla media della produzione
elettrica. Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati
alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2
- vengono spesi per aumentarle.
Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono
infatti circa 940 grammi di CO2, contro i 530 della media
nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della
sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più
elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a
carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a
ciclo combinato circa 370.
L´Italia, in ritardo rispetto
allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili - eolico, solare, biomasse
- e in gravi difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto,
dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di
incenerimento, favorendo invece il riciclaggio ed il compostaggio
ricorda Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti zero.
Da una tonnellata di rifiuti si producono circa 700 kWh e si ricevono
mediamente circa 70 euro di incentivi per la produzione di
elettricità. Ma una tonnellata di rifiuti incenerita emette
circa 0,8 tonnellate di CO2 e riceve pure gli incentivi: se
gli impianti dovessero acquistare sul mercato i permessi di emissione,
dovrebbero pagare 10-15 euro per tonnellata.
Quanta CO2 si emette per
produrre un kWh?
940 grammi da incenerimento rifiuti solidi urbani Italia
900 grammi da impianto tradizionale a carbone
800 grammi da impianti a "carbone pulito"
720 grammi da olio combustibile
650 grammi valore medio Italia 2004 impianti termoelettrici (media da
fonti fossili)
530 grammi valore medio Italia 2004 (tutte le fonti)
500 grammi da gas da impianto tradizionale
370 grammi da gas da impianto a ciclo combinato
0 grammi da eolico
0 grammi da solare fotovoltaico
0 grammi da biomasse
comunicato
Greenpeace Italia
22/1/2007 14:41
ISDE ITALIA:
INQUINAMENTO ATMOSFERICO E DANNI ALLA SALUTE
L'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE Italia) in relazione a temi
di grande attualità - riportati con ampio risalto sulla stampa,
ma spesso dibattuti in modo superficiale e o addirittura fuorviante -
valuta che considerare trascurabile il rischio da inquinamento
atmosferico sia un'operazione scientificamente infondata ed eticamente
scorretta e ritiene di dovere rendere di pubblico dominio le seguenti
considerazioni.
1) Vi è da tempo
l'incontrovertibile evidenza del ruolo causale dell'inquinamento
dell'aria nell'aumentare la frequenza di danni acuti, subacuti e
cronici alla salute, nonché di effetti nocivi a lungo termine
particolarmente preoccupanti in quanto riguardano i bambini e le
generazioni a venire. Lo spettro di patologie la cui frequenza risulta
aumentata in relazione al grado di inquinamento atmosferico va dalle
malattie cardiocircolatorie alle affezioni respiratorie, ai tumori.
2) Vi è un sostanziale consenso da parte dei ricercatori
scientifici sul ruolo rilevante dei fattori ambientali nella genesi del
cancro ed in questo contesto è innegabile il ruolo che anche
l'inquinamento atmosferico comporta.
3) I principali studi condotti in Europa ed U.S.A. sulla correlazione
fra inquinamento atmosferico e cancro al polmone sono concordi nel
valutare che per ogni 10 µg/m3 di PM 2.5 si registra
un incremento tra l'8% ed il 14% di neoplasie polmonari. Si ricorda che
l'OMS ha stimato la quota di decessi attribuibili a valori di PM10
oltre 20µg/m3 in 13 città italiane con oltre
200.000 abitanti sulla base dei valori di PM10 registrati negli anni
2002-2004. La stima è di 8220 morti/anno di cui 742 morti/anno
per cancro del polmone. Si stima che in Europa le morti premature/anno
per polveri sottili (PM2.5) siano 348.000.
4) Desta allarme il drammatico aumento di tumori che si prevede nei
Paesi in via di sviluppo e l'incremento che si registra nel nostro
continente specie nel sesso femminile e, soprattutto, in bambini ed
adolescenti: in Europa negli ultimi 30 anni si è registrato un
incremento dell'1,2 % annuo dei tumori fra 0 e 14 anni e dell'1,4% tra
i 14-19 anni.
5) L'enfasi data alla riduzione della mortalità per cancro
specie nel sesso maschile - quale segnale di una inversione di tendenza
nei confronti delle patologie neoplastiche - può essere
fuorviante e indurre a sottostimare l'aumento dell'incidenza dei nuovi
casi di cancro e di patologie associate all'inquinamento. I
miglioramenti registrati in campo oncologico sono da ascriversi alle
migliori procedure diagnostiche e terapeutiche e al prolungamento della
sopravvivenza che si ha nelle fasi avanzate della malattia. Tali
risultati, sicuramente importanti, sono tuttavia spesso ottenuti con
terapie molto costose che solo raramente permettono di raggiungere una
completa e definitiva guarigione e che comportano un percorso di
sofferenze e di difficile vita. Non dimentichiamo che la Medicina ha
registrato i suoi più grandi successi (ad es. nelle malattie
infettive) quando, per una corretta prassi di prevenzione primaria e
secondaria (miglioramento delle condizioni igienico/ambientali,
vaccinazioni ecc.), l'incidenza di alcune malattie si è
drasticamente ridotta.
6) Troppo spesso viene identificata la prevenzione del cancro con la
sua diagnosi precoce, (possibile tramite screening solo per alcune forme di
tumore): questa confusione dei termini distrae dal concetto che la vera
prevenzione del cancro, e di molte altre malattie cronico-degenerative,
consiste nella Prevenzione Primaria, ossia nella riduzione della
esposizione di tutta la popolazione agli agenti cancerogeni, mutageni e
teratogeni, con particolare riferimento alla protezione dei soggetti
più vulnerabili e suscettibili.
7) Una seria politica di tutela sui luoghi di lavoro ha ridotto una
parte delle neoplasie professionali, ma spesso ci si dimentica che le
sostanze tossiche e nocive non cessano di essere tali una volta uscite
dalle fabbriche: i gravi danni prodotti sull'ambiente e sulla salute di
intere popolazioni da grandi insediamenti industriali presenti in
numerose località italiane dovrebbero essere di monito per chi
ancora cerca di imporre programmi di sviluppo industriale "selvaggio".
8) Può essere fuorviante attribuire la maggior incidenza di
cancro principalmente allo stile di vita (dieta - attività
fisica - fumo): nessuno di noi mette in discussione il ruolo del fumo
di tabacco, ma appare assurdo continuare a sottovalutare gli effetti
dell'inquinamento a cui l'intera popolazione è esposta (da
catena alimentare, traffico veicolare, impianti industriali,
smaltimento dei rifiuti, sostanze chimiche e farmacologiche utilizzate
in agricoltura, zootecnia, ecc.).
9) Se davvero si vuol cercare di invertire il trend degli ultimi decenni, le
ingenti risorse oggi impiegate sul versante della diagnosi e della
terapia, dovrebbero essere investite anche in Prevenzione Primaria, che
appare come l'unica in grado di ridurre gli enormi costi umani ed
economici che queste malattie comportano.
10) È assolutamente necessario che ad affrontare una tematica
tanto delicata siano persone per le quali possano essere totalmente
esclusi possibili conflitti d'interessi.
ISDE Italia - Referenti territoriali e Comitato Tecnico Scientifico:
Baccari Franco (Campobasso), Beccastrini Stefano (Arezzo),
Bianchi Fabrizio (Pisa), Burgio Ernesto (Palermo), Cancemi Gioacchino
(Massa), Carlozzo Bianca Maria (Bologna), Caroselli Antonio (Rieti),
Cherubini Mariano (Trieste), Costani Gloria (Mantova), Crosignani Paolo
(Milano), Diaferia Giorgio (Torino), Fabbri Fabrizio (Roma), Faggioli
Antonio (Bologna), Falliti Giuseppe (Messina), Forestiere Francesco
(Roma), Frusi Mario (Cuneo), Gasparini Luigi (Ferrara), Generoso
Massino (Firenze), Gennaro Valerio (Genova), Gentilini Patrizia
(Forlì), Giacchi Mariano (Siena), Grasso Anna (Siena), Guerra
Manrico (Parma), Laghi Ferdinando (Cosenza), Lauriola Paolo (Modena),
Licari Silvano (Caltannissetta), Migaleddu Vincenzo (Sassari), Miligi
Lucia (Firenze), Mocci Mauro (Civitavecchia), Panti Antonio (Firenze),
Petronio Maria Grazia (Pisa), Picano Eugenio (Pisa), Porcile Gianfranco
(Cuneo), Reali Daniela (Pisa), Romagnoli Alessandra (Grosseto), Romizi
Roberto (Arezzo), Sabatini Viviana (Bologna), Sciacca Santi (Catania),
Seniori Costantini Adele (Firenze), Tomatis Lorenzo (Trieste), Tucci
Pier Luigi (Firenze), Valerio Federico (Genova), Vantaggi Giovanni
(Gubbio), Ventura Mariateresa (Bari), Vigotti Mariangela (Pisa), Vineis
Paolo (Londra), Zamaro Gianna (Udine)
Fonte:
http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=280&Rid=105911