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GESTIONE DEL CICLO
INTEGRATO DEI RIFIUTI URBANI
LOMBARDIA –
VENETO ,
RACCOLTA STRADALE , RACCOLTA
DOMICILIARE
, 1.813 COMUNI A CONFRONTO
CONFRONTO FRA PRODUZIONE PROCAPITE
RESE DI RACCOLTA
DIFFERENZIATA
COSTI DEL
SERVIZIO DI IGIENE URBANA
PER METODOLOGIE
DI RACCOLTA
E PER FASCE DI POPOLAZIONE DEI COMUNI
Nelle Regioni Veneto e Lombardia, che da anni sono ai vertice
nella graduatoria della raccolta differenziata (rispettivamente 1°
e 3° posto), fra le diverse metodologie di raccolta prevale
nettamente la raccolta domiciliare con separazione secco/umido, che si
è andata via via affermando negli ultimi dieci anni, con un
graduale passaggio dalla raccolta stradale senza separazione
secco/umido, ad una raccolta stradale con separazione secco/umido, ad
una domiciliare mista che vede in questi ultimi anni un ulteriore
passaggio ad una raccolta domiciliare spinta con tariffa puntuale.
Nella Regione Lombardia la raccolta domiciliare, anche se senza
separazione secco/umido, era comunque molto presente anche prima del
decreto Ronchi.
Ad ognuno di questi passaggi corrisponde un salto quali-quantitativo
nelle rese di raccolta differenziata, vale a dire rese percentuali
più alte e maggiore purezza merceologica delle singole frazioni
differenziate raccolte.
La raccolta domiciliare con separazione secco/umido si è
affermata nella grande maggioranza dei comuni fino a 50.000 abitanti,
ma stenta ancora ad affermarsi nei comuni più grandi.
La raccolta senza separazione secco/umido tende ad essere confinata ai
comuni piccoli, pur con qualche importante eccezione come il comune di
Milano.
La raccolta stradale secco/umido, una volta maggiormente presente, col
tempo ha perso terreno ed oggi è limitata ad un 6% dei comuni e
ad un 11% della popolazione, percentuali in tendenziale calo.
I comuni maggiori, sopra i 50.000 abitanti, si dividono quasi equamente
fra raccolta stradale, mista e domiciliare con separazione secco/umido.
In tutti i casi la raccolta mista è praticata da un numero
limitato di comuni anche perché presenta normalmente il peggior
rapporto qualità/costo. Tale raccolta mista appare più
una forma di transizione verso altre modalità, ed in specifico
verso la raccolta domiciliare, piuttosto che una modalità
consolidata.
La raccolta domiciliare con separazione secco/umido, sia per l’intero
campione di comuni, sia per le diverse fasce di grandezza di comuni,
presenta sempre in modo nettissimo i migliori risultati, perché:
• ha la minore
produzione di rifiuti;
• ha le più alte rese di raccolta
differenziata;
• ha i minori costi procapite del servizio di
igiene urbana.
Avendo il sistema di raccolta domiciliare con separazione secco/umido
una produzione di rifiuti inferiore di ben il 22% rispetto alla
raccolta stradale s/u, solo il costo a tonnellata dei rifiuti risulta
superiore alla raccolta stradale, ma questo avviene unicamente per i
comuni inferiori a 15.000 abitanti; sopra questa soglia anche questo
indice diventa uguale o a favore della raccolta domiciliare. Questa
tendenza significa che, contrariamente a quanto normalmente si pensa, i
comuni più grandi possono essere i più avvantaggiati da
una raccolta domiciliare.
Dott.
Natale Belosi
(Coordinatore Comitato Scientifico Ecoistituto di Faenza)
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32 pp.) --->
