Il porta a porta è una rivoluzione etica


Don Gianni Bedogni, responsabile per la pastorale sociale e del lavoro della dicoesi reggiana:

«Errore valutare la questione sul piano ideologico»


Don Gianni Bedogni, responsabile della pastorale sociale della diocesi reggiana, si schiera senza mezzi termini a favore della raccolta porta a porta.

Ha letto le polemiche nei giorni scorsi scatenate da diversi cittadini di Via Adua?

«Potrebbe essere un errore valutare la questione della raccolta rifiuti porta a porta solo o prevalentemente sotto un profilo "ideologico", dove le diverse opinioni e considerazioni vengono immediatamente collocate su versanti "colorati" politicamente».

Non è quindi una questione politico ideologica?

«No. Questa innovazione, che in diversi altri comuni italiani conta illustri e felici precedenti, va inquadrata come una sfida culturale, una sfida al carattere e alla storia della nostra città e del nostro territorio. Si tratta dunque di tentare un cambiamento su tre fronti, a forte valenza etica».

Quali sarebbero questi tre fronti?

«Il cambiamento. di mentalità: da cittadino utente che paga chi distrugge ciò che rifiuta a cittadino responsabile che collabora attivamente e quotidianamente alla salvaguardia del proprio ambiente. Il cambiamento nel considerare il "rifiuto" non qualcosa da distruggere bensì sostanza da trasformare per produrre valore. Il cambiamento o di quella mentalità che ci fa ritenere impotenti o non pienamente coinvolti nella difesa dell'ambiente».

Poi c'è la questione dell'inquinamento e della salute...

«Perché ci lamentiamo per il blocco del traffico nei giorni invernali quando poi, per contribuire ad abbattere l'emissione delle famigerate nanopolveri, brontoliamo per dover cambiare abitudine nel collocare i nostri rifiuti in modo diverso? Perché ci lamentiamo dell'aumento dei costi, delle materie prime e poi si continua a buttare e distruggere così tanto? Dai supermercati alle nostre abitazioni: che sprechi!».

Enìa dice che ci saranno costi alti.

«Vorrei sperare che presto, come per altro sta accadendo ad esempio a Treviso, i dati relativi all'aumento spropositato dei costi per questo nuovo tipo di raccolta rifiuti fosse smentito, anzi, si dovrebbe pensare che l'utente, "cedendo" queste "risorse-rifiuti", possa addirittura vedersi quasi azzerare la tassa sulla raccolta. Vorrei auspicare che presto siano diffusi dati veritieri, elaborati da enti al di sopra di ogni sospetto sull' effettivo apporto inquinante degli inceneritori, e sull'ammontare della posta in gioco. E cioè quanto i cittadini dovrebbero pagare per la costruzione di nuovi impianti. Quali sono i veri interessi economico-finanziari, perché tanta insistenza su questi megaimpianti?».


Matteo Incerti

il Resto del Carlino 10 6 2006



Il porta a porta mette il buonumore


Sono una cittadina della T circoscrizione, da circa un mese compagna di ventura di quei signori di via Adua che tanto si lamentano della raccolta Porta-Porta. Ma contrariamente a quei signori vorrei parlare della mia esperienza positiva, facendo un rapido elenco dei benefici-vantaggi riscontrati in questo mese di porta-porta: non ho moscerini e odori sgradevoli in casa perché finalmente ho il contenitore dell'organico adeguato.

Non devo trasportare sacchetti di rifiuti in auto verso il cassonetto perché passano a ritirarlo Finalmente ho i diversi contenitori per una gestione differenziata e immediata (a portata di mano) del rifiuto che in precedenza mi risultava di difficile realizzazione. Oltre a questi vantaggi concreti io e
la mia famiglia avvertiamo già una lenta modifica nel nostro stile di vita: un'aumentata consapevolezza negli acquisti (scegliere i prodotti con meno imballaggi, fare attenzione ai materiali). Richiamo continuo al rispetto per l'ambiente attraverso altri comportamenti e modi di agire (limitare il consumo di certi beni come l'acqua...)

Fare esperienza di un agire collettivo e di una convivenza condivisa. Certo non mancano le difficoltà e punti di criticità quali ad esempio: non sempre si sa come differenziarlo. Si impiega più tempo per fare una raccolta differenziata precisa (lavare i flaconi, separare i diffèrenti materiali di un unico prodotto...).

Rispetto ad altre lamentele emerse in questi giorni, che io non condivido, mi sento di dire che siamo ancora all'inizio e come ogni cambiamento occorre pazienza e capacità di adattamento. E se permettete questa, raccolta differenziata porta-porta proposta a noi ci interroga sulla responsabilità che noi abbiamo di rispettare l'ambiente e di pensare al nostro futuro. Quando la mattina vado al lavoro e davanti ai cancelli delle case lungo la via vedo i contenitori di uno stesso colore (a parte qualche distratto, che ha sbagliato contenitore ma che mette ugualmente di buon umore) sono contenta e riesco a percepire questa operosità e responsabilità collettiva, che può fare solo bene.


Marta Zamboni

Lettera a “Il Resto del Carlino” 10 6 2006