Mayr: mancano costi e
valutazioni sanitarie
I dubbi di Marchesi: sulla
riduzione si poteva puntare più in alto
TRENTO. «Mancano valutazioni sanitarie e costi». Nel giorno
del via libera all’inceneritore, il presidente di Italia Nostra Paolo
Mayr denuncia le due «lacune gravi» del piano rifiuti:
«Esamineremo la delibera - annuncia - e vedremo se ci sono gli
estremi per sostenere un ricorso al Tar, ma la nostra è stata
finora una battaglia di sostanza. Com’è possibile che una
provincia che si definisce all’avanguardia nelle politiche
dell’ambiente si ponga obiettivi di differenziata più bassi del
Trevigiano?». «Non si può mettersi a fare i puri, e
dire che non si vuole esportare i rifiuti fuori dal Trentino - contesta
Mayr - quando sono anni che portiamo i nostri rifiuti organici a
smaltire negli impianti del Veneto».
Di massima cautela la prima reazione di Michelangelo Marchesi,
capogruppo di Trento democratica in Comune. «Il compito
dell’amministrazione comunale ora sarà quello di verificare
punto per punto le osservazioni accolte e respinte dalla Provincia, e
su queste ultime capire quali motivazioni sono state date».
Marchesi non nasconde la delusione riguardo all’obiettivo previsto per
la riduzione dei rifiuti (-3% entro il 2009), «lo stesso dato
indicato ad aprile, visto che negli ultimi anni il trend è stato
più favorevole si poteva decisamente ambire a qualcosa di
più».
E sulla bocciatura del «cdr» osserva: «L’obiezione
delle minori garanzie su impianti gestiti da privati non mi sembra stia
in piedi. Quegli stessi cementifici di cui parliamo bruciano già
oggi carbone e oli pesanti che sono materiali molto più
inquinanti del cdr. Il problema è semmai di prevedere un
maggiore controllo sulle emissioni».
(ch.be.)
Trentino, 19 agosto 2006
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Rassicurazioni ai Comuni: se le spese
saranno più del previsto, pagherà la Provincia
Dellai: «Un
comitato di garanti per vigilare»
«Ci
sarà massima trasparenza; contiamo sull’impegno dei
cittadini»
Raddoppiati
gli stanziamenti per le campagne informative
Controlli
ogni tre mesi sulla qualità del residuo
TRENTO. Si legge soddisfazione sul volto sereno di Lorenzo Dellai
all’annuncio dell’approvazione del nuovo piano rifiuti. Una
soddisfazione legittima, dopo anni di discussioni. «Il governo -
ha detto il presidente della Provincia - deve ascoltare, capire,
modificare, ma ad un certo punto deve arrivare la stagione delle
decisioni». Frase in stile «era della tenerezza»,
prima di entrare nel merito. «Si tratta di un piano ambizioso,
frutto di positive osservazioni e proposte e che per raggiungere gli
obiettivi prefissati deve poter contare sull’impegno di tutti i
cittadini, che devono dimostrare sensibilità sul tema dei
rifiuti».
Ecco quindi un nuovo piano rifiuti ambizioso e che ha subìto
profonde trasformazioni nel corso degli anni «soprattutto grazie
a chi ci ha stimolato e criticato», sottolinea Dellai,
riferendosi agli ambientalisti da sempre contrari all’inceneritore. Ma
il solco da sempre aperto tra le associazioni ed il palazzo su questo
tema è sembrato ieri meno accentuato grazie ad alcune proposte
accettate dalla giunta che potrebbero “addolcire” l’amara pillola che
comporta la decisione sul termovalorizzatore. Il presidente Dellai,
assieme agli assessori Mauro Gilmozzi e Silvano Grisenti, ha infatti
assicurato che «sarà concordata col Comune di Trento un
comitato di garanti che certifichi che tutto quel che dice la Provincia
avvenga effettivamente. Un’operazione trasparenza nei confronti dei
cittadini che non finisce qui. «Su proposta degli assessori
Berasi e Andreolli - spiega Dellai - aumenteremo del 50% gli
investimenti per informare i cittadini sulla raccolta differenziata e
avremo un incontro pubblico annuale per fare il punto della
situazione».
Poi l’assessore alle autonomia Silvano Grisenti ha sottolineato
l’importanza di un controllo sulla qualità della raccolta
differenziata. «Su suggerimento degli ambientalisti attueremo un
sistema unico in Italia per misurare, con cadenza trimestrale, la
qualità del residuo presente nelle piattaforme di stoccaggio,
che ci permetterà di capire e monitorare il livello della
raccolta differenziata».
Insomma, emerge una filosofia generale del piano che, se da una parte
punta sull’inceneritore, dall’altra mira con convinzione ad una
sensibilizzazione dei cittadini per una raccolta differenziata sempre
più diffusa.
Infine, è stato sottolineato da Dellai che, se i costi dello
smaltimento saranno più alti di quelli previsti con la
discarica,
a farsene carico non dovranno essere i Comuni ma ci penserà la
Provincia ad appiattire le differenze.