chiedere il parere ai cittadini
è sempre positivo. Ma quello della vicenda porta a porta
è un referendum "strano": difende i poteri forti del business
del rifiuto indifferenziato il più possibile (discariche,
inceneritori). Come consiglieri di quartiere di liste civiche e membri
del Comitato di Cavazzoli abbiamo presentato per ben due volte testi,
visti anche da avvocati, per il referendum consultivo sulla centrale a
turbogas di Agac. La Commissione di Garanzia respinse il testo di
questo referendum che andava contro ad un potere forte. Così
come è stato respinto quello per la riduzione delle
Circoscrizioni (e dei costi della politica). Questo invece, che
riguarda una scelta di civiltà che mette Reggio al passo delle
migliori realtà europee (ma ha il torto di andar contro a certe
lobby, quelle inceneritoriste trasversali che vanno da An fino a parte
dei Ds) viene subito accettato. Ora il comitato della signora Borghi,
un comitato che non ha mai svolto una assemblea pubblica ma gode di
amplia copertura politica e pur dichiarando di avere 3.000 persone non
ha mai portato più di 6-7 persone in consiglio, indìce un
referendum su una sperimentazione e contro "ogni tipo di porta a porta"
con la benedizione di An, Udc, Fi e sotterranea di parti dei Ds.
Dovranno raccogliere 4.700 firme tutte legalizzate e certificate una
per una. Lo facciano, ma in piazza. Noi staremo lì a controllare
e spiegare ai cittadini la truffa politica di questo referendum.
Willer
Marchetti e Angelo Fantini
Consiglieri Lista Civica 2a
circoscrizione
Gentile direttore,
Reggio mi stupisce. In negativo. Per
unavolta il Comune fa una cosa che responsabilizza i cittadini per
l'ambiente, comesi fa già in altre parti d'Italia e d'Europa: la
raccolta porta a porta. Ma arrivano i tecnici dello sfascismo. Gente
che non sa nulla su questi temi. Il nostro quartiere non è una
pattumiera (facile mandare ai giornali le foto di qualche cassonetto
quando un quartiere amplissimo è in gran parte pulito) e
specialmente noi giovani siamo allibiti di fronte alle obiezioni, solo
politiche e faziose, delle variesignora Borghi e del suo amico Eboli
chetrova spazio ovunque. Quello della Borghi è il primo comitato
nella storia a fare un referendum senza aver mai svolto una assemblea
pubblica da quanto è nato. In compenso ha già raccontato
molte balle. Chi le dà le firme alla signora Borghi? Temo lo
strano mondo della politica fatta nelle stanze segrete. Politici che
avete cuore a questa città, sappiate chei giovani, il futuro di
Reggio, vi guardano allibiti ed anche un po’ schifati dal comportamento
ambiguo che avete. I giovani potrebbero iniziare a farsi sentire. Noi
siamo il futuro. Voi signora Borghi ed amici della politica il passato.
Non potete condizionare il futuro per egoismo ed interessi di giochi
politici. Forse serve che Beppe Grillo prenda cittadinanza a Reggio in
maniera permamente.
Elisa
Ruozzi
via Gramsci, Reggio Emilia
da "Il Giornale di Reggio",
domenica 21 gennaio 2007, pagina 13
Gentile Direttore,
si parla tanto di raccolta porta a
porta, e anch’io vorrei esprimere la mia opinione, pur vivendo in un
quartiere dove ancora non viene praticata. La raccolta differenziata
“porta a porta” credo sia un importante cambio di abitudini, necessario
per la nostra salvaguardia sanitaria ed ambientale. Certo, come in
tutte le cose non è semplice cambiare abitudini storiche e
comode, ma è fondamentale responsabilizzare l’utente per
raggiungere percentuali elevate che con altri sistemicome i cassonetti
stradali non si possono ottenere. Riciclando sempre di più (ci
sono Comuni in Italia che arrivano all' 80% e grandi città
già al 65%) ridurremo le discariche, e per una realtà
territoriale come Reggio potremo fare a meno di un inceneritore.
Dovremmo essere tutti contenti. Ma c'è chi si lamenta. Cui
prodest? Nonostante abiti in un quartiere doveancora non esiste la
raccolta differenziata, cerco, dove posso, di portare il
materialedifferenziato nei cassonetti a poche decine di metri dalla mia
abitazione. Un scelta che viene adottata in tante città evolute
italiane ed europee, in forme anche più spinte rispetto a quella
attuata oggi nel quartiere che sta sperimentando la raccolta porta a
porta. Purtroppo però a volte noto, da parte di chi è
contrario alla differenziata, ragioni e strumentalizzazioni politiche
più che pratiche. Come dice Don Gianni Bedogni, il porta a porta
è un rivoluzione etica, e per le rivoluzioni etiche ci vuole
tempo, ma dobbiamo incamminarci su questa strada perché
riciclare, riutilizzare senza inquinare ciò che tutti i giorni
usiamo e poi gettiamo anche se nuovo, fa parte di quella salvaguardia
del creato che dovrebbe interessare ogni persona di buon senso.
Annamaria
Zanichelli
Reggio Emilia