Reggio Emilia, 18 6 06


Spett. Redazione reggiana de Il Resto del Carlino:

intenzionato a seguire l'esperimento pilota del porta-a-porta nella circoscrizione VII della nostra città, avevo cominciato a raccogliere articoli e lettere sui giornali locali per riportarli - a mo' di personal compilation - in una sezione del mio modesto sito web. Ma ho dovuto desistere: ormai, a quasi due mesi dall'inizio della sperimentazione, non passa giorno che almeno due dei quattro quotidiani locali non riportino uno o più "pezzi" riguardanti l'evento.

Arriva l'estate e il clima si è inevitabilmente riscaldato, con punte di esasperazione nei toni di chi protesta e poche lance spezzate in difesa delle novità introdotte. E' di una settimana fa l'autorevole (almeno per me) intervento di don Bedogni che proponeva una chiave di lettura corretta del fenomeno, visto nella sua globalità. La protesta in corso non riguarda il differenziare o meno, bensì come organizzare al meglio il servizio, da ottimizzare con l'incoraggiamento al dialogo e alla collaborazione operativa e propositiva con la popolazione: quando vengono lamentati problemi, questi vanno risolti prontamente, cosa che non sempre succede. Ma prima o poi tutti se ne dovranno fare una ragione: differenziare è inevitabile, molti materiali sono totalmente non biodegradabili e debbono essere recuperati; le discariche sono fonte di grave inquinamento di suoli e acque, oltre ad essere conflittuali con usi più appropriati delle aree interessate; la combustione dei rifiuti è fonte di grave inquinamento atmosferico e di incalcolabile danno biologico.

Importante la trasparenza economica: certificare - con prospetti analitici di facile comprensione - costi e ricavi, rendendo pubblici e accessibili i bilanci di esercizio; utilissimo un confronto economico tra il sistema di raccolta del differenziato "classico" e quello del porta-a-porta. Importantissima la coerenza politica: gli aumenti tariffari sono incompatibili col 'nuovo corso' del trattamento rifiuti. A rigori, una volta giunto a regime, il sistema del differenziato spinto dovrà produrre un utile di ritorno per chi conferisce il rifiuto-risorsa, analogamente a quanto avviene con i cosiddetto conto-energia.

In chiusura, mi rifaccio all'intervista a don Gianni e al suo richiamare un doveroso esame di coscienza su cosa sia l'oggetto chiamato rifiuto e quale significato esso possa celare in termini di civiltà e valori traditi. I rifiuti nascono quando andiamo a fare la spesa; qualunque prodotto ha una tara di confezionamento il cui smaltimento è alla base di gravi problemi ambientali. Dove sono gli ingegneri del packaging? Glielo fanno fare un esamino di ecologia prima di dargli la laurea? Tecnologia usa e getta, stesso discorso: ci si preoccupa delle pile per la radiolina, ma oggigiorno le radioline hanno la pila incorporata e quando questa si scarica, su butta tutto. Così per le macchine fotografiche, i rasoi, gli orologi, i telefonini, le calcolatrici, presto persino i computer.

L'alternativa al metodo di conferimento e trattamento del rifiuto attualmente in sperimentazione alla circoscrizione VII di Reggio è solo quella già anticipata e probabilmente già decisa dai vertici politico-amministrativi, ossìa il termovalorizzatore BAT. Detto per inciso: avete notato che le cose brutte diventano belle cambiando loro abilmente il nome? "Cenere" è una parola negativa, "Valorizzare" è una parola positiva, non parliamo di "best available technology"...! Internet pullula di siti con rapporti e studi dedicati alle sciagure che producono gli inceneritori; solo in Italia, nascono ogni giorno nuovi movimenti di cittadini che denunciano i danni reali, non potenziali, di impianti del genere, sovente collocati direttamente nei cementifici, ... giusto per risparmiare sui costi di trasporto delle ceneri che, come molti sapranno, sono destinate a vita perpetua nei prodotti laterizi. A chi, disperato di fronte a tanta dissennatezza, volesse aprirsi uno spiraglio di speranza, consiglio di condurre una ricerca su siti internet, sia italiani che stranieri, immettendo la frase "zero waste". Quella, solo quella, la meta da raggiungere; questo, solo questo del porta-a-porta, il mezzo corretto per conseguirla.


Cordialmente.

Giovanni Giavelli