Reggio Emilia, 18 6
06
Spett. Redazione
reggiana de Il Resto del Carlino:
intenzionato a seguire
l'esperimento pilota del porta-a-porta
nella circoscrizione VII della nostra città, avevo cominciato a
raccogliere articoli e lettere sui giornali locali per riportarli - a
mo' di personal compilation -
in una sezione del mio modesto sito web. Ma ho dovuto desistere: ormai,
a quasi due mesi dall'inizio della sperimentazione, non passa giorno
che almeno due dei quattro quotidiani locali non riportino uno o
più "pezzi" riguardanti
l'evento.
Arriva l'estate e il
clima si è inevitabilmente riscaldato, con punte di
esasperazione nei toni di chi protesta e poche lance spezzate in difesa
delle novità introdotte. E' di una settimana fa l'autorevole
(almeno per me) intervento di don Bedogni che proponeva una chiave di
lettura corretta del fenomeno, visto nella sua globalità. La
protesta in corso non riguarda il differenziare o meno, bensì
come organizzare al meglio il servizio, da ottimizzare con
l'incoraggiamento al dialogo e alla collaborazione operativa e
propositiva con la popolazione: quando vengono lamentati problemi,
questi vanno risolti prontamente, cosa che non sempre succede. Ma prima
o poi tutti se ne dovranno fare una ragione: differenziare è
inevitabile, molti materiali sono totalmente non biodegradabili e
debbono essere recuperati; le discariche sono fonte di grave
inquinamento di suoli e acque, oltre ad essere conflittuali con usi
più appropriati delle aree interessate; la combustione dei
rifiuti è fonte di grave inquinamento atmosferico e di
incalcolabile danno biologico.
Importante la
trasparenza economica: certificare - con prospetti analitici di facile
comprensione - costi e ricavi, rendendo pubblici e accessibili i
bilanci di esercizio; utilissimo un confronto economico tra il sistema
di raccolta del differenziato "classico" e quello del porta-a-porta. Importantissima la
coerenza politica: gli aumenti tariffari sono incompatibili col 'nuovo corso' del trattamento
rifiuti. A rigori, una volta giunto a regime, il sistema del
differenziato spinto dovrà produrre un utile di ritorno per chi
conferisce il rifiuto-risorsa, analogamente a quanto avviene con i
cosiddetto conto-energia.
In chiusura, mi rifaccio
all'intervista a don Gianni e al suo richiamare un doveroso esame di
coscienza su cosa sia l'oggetto chiamato rifiuto e quale significato
esso possa celare in termini di civiltà e valori traditi. I
rifiuti nascono quando andiamo a fare la spesa; qualunque prodotto ha
una tara di confezionamento il cui smaltimento è alla base di
gravi problemi ambientali. Dove sono gli ingegneri del packaging? Glielo fanno fare un
esamino di ecologia prima di dargli la laurea? Tecnologia usa e getta,
stesso discorso: ci si preoccupa delle pile per la radiolina, ma
oggigiorno le radioline hanno la pila incorporata e quando questa si
scarica, su butta tutto. Così per le macchine fotografiche, i
rasoi, gli orologi, i telefonini, le calcolatrici, presto persino i
computer.
L'alternativa al metodo
di conferimento e trattamento del rifiuto attualmente in
sperimentazione alla circoscrizione VII di Reggio è solo quella
già anticipata e probabilmente già decisa dai vertici
politico-amministrativi, ossìa il termovalorizzatore BAT. Detto
per inciso: avete notato che le cose brutte diventano belle cambiando
loro abilmente il nome? "Cenere" è una parola negativa,
"Valorizzare" è una parola positiva, non parliamo di "best available technology"...!
Internet pullula di siti con rapporti e studi dedicati alle sciagure
che producono gli inceneritori; solo in Italia, nascono ogni giorno
nuovi movimenti di cittadini che denunciano i danni reali, non
potenziali, di impianti del genere, sovente collocati direttamente nei
cementifici, ... giusto per risparmiare sui costi di trasporto delle
ceneri che, come molti sapranno, sono destinate a vita perpetua nei
prodotti laterizi. A chi, disperato di fronte a tanta dissennatezza,
volesse aprirsi uno spiraglio di speranza, consiglio di condurre una
ricerca su siti internet, sia italiani che stranieri, immettendo la
frase "zero waste". Quella,
solo quella, la meta da raggiungere; questo, solo questo del
porta-a-porta, il mezzo corretto per conseguirla.
Cordialmente.