La raccolta porta a porta vista da una studentessa veneta a Reggio Emilia




Sono una studentessa veneta, esattamente della provincia di Treviso, che ora è domiciliata nella vostra città per i propri studi presso l'Ateneo di Modena e Reggio Emilia.

Leggo le polemiche sulla raccolta porta a porta.

Sono successe all'inizio anche da noi, ma poi tutto è andato per il verso giusto. Chi lo ha proposto non demorda. E' naturale che all'inizio ci sia chi protesta perchè abituati 'troppo bene', perchè viziati a far rifiuti in abbondanza e liberarsene a spese di tutta la collettività quando e come vogliono.

Leggo anche di alcuni consiglieri comunali come il dott. Donato Vena del partito comunista italiano che non ho il piacere di conoscere che propongono di tornare ai cassonetti stradali per carta, vetro, plastica abolendo il porta a porta per queste tipologie. Questa sua proposta, non so da chi è stato consigliato, snaturerebbe la raccolta detta porta a porta , non sarebbe più lo stesso metodo e bloccherebbe la maggiore incentivazione di raccolta differenziata per quelle tre tipologie che tra l'altro sono quelle che creano meno problemi ai cittadini in casa non puzzando od altro.

Lo dico per esperienza diretta e perchè anche nel mio comune (Castelfarnco dove abbiamo superato il 70% di differenziata con questa raccolta) ci fu chi propose quell'idea e non ascoltata per non tornare indietro ad un sistema meno efficente per quantità finale.Anzi esperti la smontarono pezzo a pezzo questa proposta. Se il dott. Vena si informerà sulle metologie da esperti del settore, vedrà che solo con il porta a porta esteso ad il più alto numero di tipologie di rifiuti (quindi anche con carta,plastica,vetro senza bidoni stradali ma bidoni famigliari o per condomini) si può evitare la costruzione di un impianto bruciatore in quanto si differenzierà oltre il 65%. Con il cassonetto stradale solo le persone educate fanno la differenziata, tantissimi menefreghisti buttano tutto nella parte indifferenziata.

Noi in provincia di Treviso abbiamo un braccio di ferro tra Comuni e Provincia contrari all'inceneritore visti gli ottimi numeri di raccolta differenziata grazie al porta a porta ed il gruppo Un'industria che vorrebbe costruire addirittura due impianti uno per rifiuti industriali ed uno per domestici-commerciali (ora non ne abbiamo neanche uno) per fare dei rifiuti un affare pagato con soldi pubblici di noi cittadini contribuenti e danni per la nostra salute tra l'altro. La stessa cosa penso stia succedendo a Reggio


Mirella Padovan, studentessa università di Modena e Reggio

da ReggioNelWeb.it n. 178 - 27 Giugno 2006